di rebeccastories ·

Morirebbe, lei, persa fra le vostre barbe. Fiori suoi coi capelli, con la pelle torrida e le unghie vere – aguzze, per trattenerla più a lungo – con il grano dritto sulle guance e i fiumi elettrici sotto al naso.

Sempre detto che i fiori debbano dormire insieme ai baffi, piuttosto che sulle molli chiome delle donne. I fiori, la barba, la morbidezza e le linee rigide. Sono contrari che non si annullano affatto, sprigionano il sapore di una bellezza infinita.

Tu, ramo di pesco, e i tuoi polpastrelli eccitati di corde, proprio adesso tamburelli sul centro molle del suo palmo…ah le comete! Che incanti folgorati, le può vedere, scoppiettano una dopo l’altra sopra il nido di pelle. Potresti quasi scorgere le scie bruciate sui suoi polsi se non le coprisse con le maniche. Si avvicina, naso contro naso, si dissolve sulla linea dolce fra barba e labbro, fra erba chiara e petali.

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E poi ci sei tu, ramo di magnolie profumate, incastri il tuo collo al suo e non c’è verso che si stacchino più i vostri gambi. Anche tu con quelle dita risolute, a bussarle piano sulla testa – picchiettii regolari – per diffondere meglio il piacere sciolto che ha raggrumato in mezzo al cranio. I tuoi occhi devono ancora germogliare, non farlo! Anche lei ti prega, lasciali così socchiusi, sempreverdi… continua su: https://rebeccalenastories.wordpress.com/2015/09/11/quaderno-dei-fiori-2/