Bell’Idea, l’Associazione Idea, di Cristina Saracano

BELL’IDEA, L’ASSOCIAZIONE IDEA

dio malefemale

Alessandria: Di solito il mercoledì pomeriggio, vicino al famoso ponte Meier, precisamente in via Toscanini, ad Alessandria, l’associazione IDEA incontra i suoi soci, i collaboratori e chi li vuole conoscere.

Si accede da un cortile che porta direttamente ai suoi locali pitturati di verde speranzoso, un tavolino al centro, la macchinetta per un caffè e qualche disegno incorniciato e appeso al muro, recante il tema comune: la disabilità.

Paolo Berta ci accoglie simpaticamente, con un “W le donne!”

Il ghiaccio è rotto, Pier Carlo sistema obiettivo e set per la registrazione e io, in mezzo a queste persone diversamente abili, ma affabili, mi sento subito a mio agio.

Paolo spiega che il progetto di eliminazione delle barriere architettoniche risale alla giunta Scagni, poi, dopo il 2005, più nulla, soltanto una sistemazione ai marciapiedi di via Cavour, durante il quinquennio di Rita Rossa, i problemi dei disabili sono rimasti al palo, anche a causa del dissesto del comune di Alessandria.

Piercarlo chiede:” Quali sono le difficoltà che incontrano quotidianamente le persone con disabilità?”risponde Grazia: “ La problematica maggiore è trovare il parcheggio riservato a noi, occupato da gente che non ne ha il diritto, bisognerebbe chiamare i vigili, che, spesso, intervengono tempestivamente, ma a me dà un po’ fastidio chiamare subito, magari preferisco aspettare un po’.”

Questa risposta dimostra la bontà d’animo e la pazienza di chi vive una vita già complicata, e mi viene da chiedermi se il nocciolo della questione non stia nel fatto che ci facciamo del male tra noi, invece di essere solidali col prossimo, a volte, meno fortunato.

Alla domanda: “ Quali sono i luoghi che creano maggiori problemi ai diversamente abili?”, gli interessati sono tutti d’accordo nell’affermare “ I luoghi di primaria necessità senza ascensori o con scalini, ad esempio: la guardia medica, diversi studi medici importanti, anche di fisioterapisti, fondamentali nella vita di chi ha problemi alle articolazioni, poi, le stazioni, perché, talvolta, si riesce a partire, ma non si sa che cosa si potrebbe trovare alla stazione d’arrivo. Paolo Berta non viaggia in treno da quarant’anni.

Alessandria è stata tra le prime città italiane ad avere mezzi di trasporto pubblici con pedana elettrica, anche se il sevizio lascia un po’ desiderare: bisogna prenotare in anticipo la corsa e non è prevista l’urgenza.

Per concludere: dopo l’alluvione del 1994, e sono già trascorsi ventitrè anni, i lavori alle strade non sono mai stati fatti a misura di disabile: marciapiedi troppo ripidi o pericolanti, quindi, spesso, queste persone sono costrette a transitare con le loro carrozzine lungo la strada, creando disappunto tra i pedoni e gli automobilisti.

In materia disabilità bisogna fare ancora moltissimo: migliorare le conoscenza, evitare gli errori del passato, eliminare una serie di barriere architettoniche presenti anche nelle abitazioni.

Speriamo succeda qualcosa di buono, speriamo faccia un buon lavoro la nuova giunta comunale, ma anche  i singoli cittadini.

Perché tutti hanno diritto a una vita smisuratamente serena.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...