Infinitamente

di V.R.

Ed ecco i due amanti: Sole e Luna,
con la loro esistenza come un perpetuo rincorrersi.
Quando l’una insegue l’altro
o l’altra tende il braccio all’uno.

Ed ecco i due amori: Notte e Giorno,
la cui corsa li porta a sfiorarsi a malapena,
lì,
sulla punta delle dita della mano.
E lo fanno al buongiorno durante l’alba
e alla buonanotte, arrivati al tramonto.

Ed ecco i due esseri separati e inseparabili: Luna e Sole
che si congedano ogni dì,
quasi allo stesso intervallo di ore,
quasi allo stesso intervallo di minuti,
nel loro tango che altera i secondi.

E allora si rincorrono,
si prendono,
si perdono
per toccarsi solo fugacemente in un circolo infinito.

In un lungo arco di tempo o per tutta la loro eternità,
persi tra i loro giri, passano le ere e cambiano le filosofie.
Eppure la loro spinta nel girare richiama lo stesso atavico proposito:
un continuo perdersi per un continuo ritrovarsi.
Un continuo ritrovarsi per un continuo perdersi.
È una fuga e un inseguimento.
È un amore che alimenta la loro ragion di essere e di esistere.

Giorno e Notte,
Sole e Luna.

Che più rapidamente e senza sosta si inseguono,
e più il cerchio si vede definito e compatto.
Dalla loro unione, nasce un figlio;
e accanto a lui si superano i giorni,
passano i nostri anni
e i tempi ci sorpassano.

Eppure prima di noi e dopo di noi,
mai si è dimenticato e si dimenticherà
che Alba, Dì e Tramonto
sono i tre fratelli divini
generati da una corsa infinita,
cominciata con il principio dell’esistenza di due amanti testardi.

Ed eccoli a voi:
Notte e Giorno
o
Sole e Luna.