Il cubo

di V.R.

C’è un stanza vuota con le pareti bianche e una finestra che da su un parco. L’unico svago di questa stanza è vedere il cambiare delle stagioni e l’alternarsi della luce al buio, sotto forma di rosee albe e tramonti di fuoco. All’interno non ci sono mobili, né specchi. Il pavimento è antico e l’unico rumore che si sente è il fruscio delle foglie degli alberi più alti. Oltre alla finestra, c’è solo una porta di legno a spezzare la monotonia di questo cubo asettico, su cui sta appesa una chiave arrugginita. Con questo quadro dai toni solitari e vuoti, sembrerei pazza se accettassi di passarci dentro un intero giorno, dall’alba al tramonto.
Eppure lo farei.
Perché c’è solo un modo per fare di quel posto l’unico punto del mondo in cui mi vorrei trovare: se a riempirlo di tutto, ci sei tu, amore mio.

Sono le persone che rendono belli i luoghi.

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