La brava

Recensione di Rossana Massa Alessandria

Continua la lettura de “La brava terrorista” di Doris Lessing. Un romanzo lento, che tuttavia mi sta facendo riflettere su come lo sguardo narrativo sul mondo rivoluzionario sia spesso trasformato quasi in un’ epopea partigiana, quando non lo era affatto. Le comuni erano assembramenti allucinanti e incoerenti così come le descrive Lessing. Qualche ingenuo borghese, che rubava soldi in casa per la causa, qualche disadattato grave, alcune spie, alcune ragazze innamorate inconsapevoli di qualsiasi ruolo.
Non era una bella gioventù, era una pessima gioventù plagiata da cattivi maestri, mentre altri galoppavano al loro posto verso proprietà più che borghesi.
Ho qualche ricordo delle comuni che visitai, ma dalle quali non mi lasciai fagocitare.
Ricordo che una mia amica fu “processata”, per aver appeso le tendine in cucina. Segno borghese. Le tendine furono bruciate con un accendino.
Particolare del mio passato tornato alla mente quando Alice, la candida protagonista, attacca tendoni del soggiorno a una finestra della casa occupata, dopo averli rubati dalla casa dalla quale la madre ha traslocato.
Nella sua foga ribelle, non si è neppure accorta che la sua famiglia nel frattempo è andata in rovina.
È povera e non lo sa.