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di Punto.Ponte

Settimane bianche, code agli skilift, piste ovunque. C’è stata un’epoca, tra gli anni ’60 e ’90, in cui il miraggio dell’oro bianco alimentava i sogni di ogni valle alpina. E coerentemente  con questo sogno, iniziarono su tutto l’arco alpino i lavori di civilizzazione e addomesticamento della montagna attraverso al costruzione di decine di impianti di risalita.

Oggi lo sci è al novanta per cento un’industria dell’artificiale, legata al consumo energetico e sfruttamento invernale delle risorse idriche. Inoltre lo sci di discesa è una disciplina “sintetica”, nel senso che ogni suo ingrediente è il risultato di un processo di sintesi teso a ottimizzare e omologare il prodotto, con risultati uguali e certi per ogni praticante: neve programmata, piste larghe e lisce come autostrade, impianti rapidissimi che annullano i tempi d’attesa, attrezzi sciancrati che garantiscono il raggio di curva. Lo spazio per l’invenzione personale è ridottissimo e l’emozione è pianificata, prendere o lasciare.. continua su: https://puntoponte.wordpress.com/2017/11/11/cera-una-volta-lo-sci-il-turismo-sulla-neve-sta-cambiando/