Mani fredde, di inkaddiction

Mani

di inkaddiction 

Le mie mani fredde
hanno toccato
la mia pelle bollente
e mi hanno svestita
dei miei indumenti
e anche del mio orgoglio,
lasciandomi nelle braccia
delle mie lenzuola,
affidandomi al luogo più sincero,
dove il mio cuore
si apre al mondo
cullato dalle stelle buie;
mi hanno svestita
anche se,
senza te non ha molto senso,
avrei preferito rimanere nella mia giacca,
in piedi
ad aspettarti,
per rivelarti
che il tuo buio
ha illuminato i miei occhi
e che le tue insicurezze
diventeranno le nostre certezze.

https://inkaddiction94616252.wordpress.com

Atti osceni in luogo privato

Unreliablehero

atti

Imbarazzo totale. Immaginate di avere un appuntamento al buio con un ragazzo di cui amici, conoscenti e persone di cui sapete di potervi fidare non fanno che parlare bene. Però, mentre tutti riconoscono il suo indiscutibile fascino, voi siete perplesse. Questa è esattamente la stessa sensazione che ho provato leggendo Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli.

Il protagonista del libro si presenta: ciao, sono Libero Marsell, detto le Grand-Liberò. Questa è la storia della mia educazione sentimentale, dall’infanzia e adolescenza tra i Café esistenzialisti parigini, fino alla Milano dei Navigli della mia mia maturità. Da quando ho sorpreso mia madre insieme al suo amante, ho avvertito una lacerazione: una spinta ad affrontare il mondo dell’eros, a liberare i miei impulsi, a lasciarmi andare all’oscenità per trovare la felicità grazie alla passione. I consigli di un’amica bibliotecaria e le pagine dei libri hanno accompagnato i…

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Lo scherzo: Kundera e le beffe della Storia

Unreliablehero

lo scherzo kundera Lo scherzo, Milan Kundera, gli Adelphi

Milan Kundera è rimasto in un cassettino della mia memoria, quello dedicato agli autori da leggere, per un po’ di anni. Sinché la copertina, non dell’ormai cult L’irresistibile leggerezza dell’essere, ma dello Scherzo ha catturato la mia attenzione: due volti che sembrano usciti da un Carnevale inquietante o da un dipinto di Ensor. Questa immagine anticipa la sfilata di maschere che si parano davanti al lettore: ogni personaggio si nasconde dietro a un travestimento e, allo stesso tempo, non riesce a vedere il vero volto di chi lo circonda.

Le prime battute del protagonista, Ludvìk Jahn mi hanno subito incuriosita: annuncia di essere tornato nella sua città natale per avere un incontro amoroso che gli permetterà di operare una distruzione. Solo dopo diverse pagine, inizia a diventare chiaro cosa voglia distruggere, anzi chi, e come. Quello che sta architettando è una…

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I have a dream: aboliamo il Concordato!!

i have a dream

di ettoremar

di Maria Mantello

Retaggio del fascismo, il Concordato continua a essere la palla di piombo che pesa sullo Stato italiano in un eccellente paradosso di soggezione consenziente. Il Concordato, infatti, legittima il Vaticano a esercitare una sovranità indiretta sugli organi istituzionali della Repubblica e a propagare su essa un illimitato potere di controllo politico-sociale, per giunta ricevendo anche lauti finanziamenti per questi privilegi.

In origine nella Chiesa c’era lo scandalo del Discorso della Montagna. Oggi lo scandalo è la montagna di miliardi, che il Vaticano accumula con i finanziamenti prelevati dalle imposte degli italiani, con quelli per l’istruzione cattolica, con le esenzioni dal pagamento di consumi energetici e smaltimento rifiuti, con la dispensa da imposte e tasse sulla miriade delle sue redditizie attività commerciali: miliardi non pagati sull’imprenditoria turistica (si pensi solo all’Opera pellegrinaggi), sugli immobili di proprietà ecclesiastica adibiti a scopi commerciali, come ex-conventi ed ex collegi trasformati in case di cura, centri sportivi, case di riposo, residenze, pensionati… nonché in lussuosissimi alberghi a più stelle. E sono solo alcuni esempi! Continua a leggere “I have a dream: aboliamo il Concordato!!”

Film per la giornata dei diritti animali: The last pig

di AgireOra Alessandria

Per celebrare la Giornata internazionale dei diritti animali, AgireOra Alessandria organizza, domenica 10 dicembre alle 21 al Museo etnografico “C’era una volta” di piazza della Gambarina, la proiezione del film “The last pig” (USA, 2017), menzione speciale alla XX Mostra internazionale del cinema per l’ambiente, CinemAmbiente di Torino.

La pluripremiata regista Allison Argo accompagna un allevatore statunitense di suini, Bob Comis, durante il suo ultimo anno di attività. Bob ha sempre trattato i suoi maiali con grande cura, li lasciava liberi di razzolare in un ampio terreno, cercava di dare loro la migliore vita possibile. Ma con il tempo comincia anche a vedere i lati più oscuri e meschini della sua attività: «Io mi sentivo felice accanto a loro. E loro mi seguivano ovunque andassi – rivela Bob – Erano incuriositi da me, cercavano un rapporto.

Ma non sapevano che tutto questo era una menzogna. Perché io ero un allevatore di maiali e prima o poi li avrei uccisi, e questo è ingiusto». Continua a leggere “Film per la giornata dei diritti animali: The last pig”

Alessandria: Festività di Santa Barbara

Comune

Domenica 10 dicembre – Festività di Santa Barbara

Alessandria: Provvedimenti viabili

Per consentire lo svolgimento della cerimonia in occasione della Festività di Santa Barbara, in programma presso il Monumento ai Caduti di Largo Marinai d’Italia, domenica 10 dicembre, dalle ore 00 alle ore 12, sarà vietata la fermata con rimozione forzata in corso Cento Cannoni, nel tratto compreso tra corso Lamarmora e via Machiavelli, lato monumento.

Da tale divieto sono esclusi i mezzi delle Autorità partecipanti alla manifestazione.

Monte Carasso Curzútt Ponte Tibetano

Un post interessante, complimenti vivissimi…

Camminando con la Eva

11 novembre 2017

La funivia che da Monte Carasso porta a Curzútt parte all’una. Sono le 12.30.

Cosa facciamo? Cuore cosa preferisci? Iniltile chiedere al mio GiovaneUrone (il nuovo taglio di capelli sembra fatto a lama nuda). Andiamo, mamma. Andiamo vita mia. Seguo la tua saggezza istintiva.

Un giro ad anello fatto e finito quello di oggi.

Iniziamo la dura salita, la strada è stretta, i gradoni a massi alti e i castagni fitti. Davanti a noi si aprono paesaggi suggestivi, sotto di noi l’orrore della periferia di Bellinzona non abbandona la vista.

Cuore sali come Orfeo, mi raccomando non voltarti.

Davide più o meno la vicenda la conosce, la ripassiamo assieme, inventando passaggi e limando incongruenze.

Non l’ha ancora abbandonato la passione (consolatoria?) per il Mito e la Storia.

Spero lo accompagni per sempre. E lo consoli nel momento del bisogno,

Con me non funziona più, ma la sua…

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Recensione di ” Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà” di Luis Sepúlveda

Più conosco gli uomini e più amo gli animali, il mio cane (Raissa) non mi tradirà mai, non possiamo dire altrettanto degli umani, amici e non…

"Strane cose", il blog di Ettore

E’ di certo un piccolo capolavoro, uno dei più affascinanti dello scrittore cileno, che in questa breve storia di 90 pagine comprese quelle di disegni, adotta due strumenti stilistici di non poco conto, e cioè:

1)usa la prima persona mettendosi, però, nei “panni” di un cane, che è il protagonista assoluto del racconto; infatti l’incipit suona così:

“Il branco di uomini ha paura. Lo so perché sono un cane e fiuto l’odore acido della paura.”

2)usa spesso termini in lingua mapuche,  popolo vissuto nel Sud del Cile, in una regione chiamata Auracanía o Wallmapu, termine composto dall’unione di due parole – maputerra, e che, gente – la cui traduzione corretta è Gente della Terra; l’incipit, infatti, prosegue così:

“La paura ha sempre lo stesso odore e non importa se la prova un uomo spaventato dal buio della notte o se la prova waren, il…

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“La lezione del freddo” recensito da Simonetta Fiori

Un arte che dovremmo tutti adottare nella nostra vita e non solo in montagna…

"Strane cose", il blog di Ettore

SIMONETTA FIORI su Repubblica

Parla il filosofo Roberto Casati autore di un saggio sul freddo

“Se il gelo ci insegna l’arte della lentezza e della generosità”

C’è una lezione che viene dal freddo. Non sarà facile convincere chi è abituato ad associare il “grande freddo” a una passione spenta o alle asprezze ideologiche del lungo dopoguerra. Ma dopo aver letto il manuale di sopravvivenza di Roberto Casati, un filosofo cognitivista che con la famiglia ha vissuto cinque mesi nelle nevi del New Hampshire, ci
si potrà ricredere. Perché l’esperienza quotidiana del freddo significa “attenzione”. Significa “gentilezza”. E significa anche una vita integra, non divisa a metà. E allora la metafora di “un cuore in inverno” – il gelo sentimentale evocato dal film di Sautet – è destinata a capovolgersi nelle sorprendenti pagine di Casati, che avendo studiato il funzionamento della mente ha una qualche titolarità nel guidare lo spostamento percettivo…

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Focaccia pere gorgonzola e pinoli

Una focaccia come un opera d’arte…

# I Feel Betta

…..Vabbé ma non mi dite nulla del nuovo logo? 😂lo sento così tanto mio, sta roba la fo la notte coi gatti uno spiattellato sul mac padrone del mondo ma che è😱, già gli ho dovuto smollare il mouse come balocco per evitare danni più gravi alla parte compatta, e devo caricare di nascosto nei cinque minuti in cui sonnecchiano (con un occhio solo😂) e fare tutto senza cavi, quell’altro direttamente artigliato alla coda di cavallo senza ritegno. No ma fate pure eh 😜

Comunque😌

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«Confondimi con qualcosa che hai in casa» – Daniela Andreis

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di Daniela Andreis

Irving Penn, Girl Behind Bottle, 1949

Confondimi con qualcosa che hai in casa:
una tazza, un mestolo forato, o con l’incarto del pane
che io possa avere una grazia comune,
essere presa in mano o piegata e riposta,
esser gesto quotidiano, ricordo di giochi, di prove di fuochi,
di crosta nel latte,
un odore di soglia che avverti già sulle scale
o la presa alla cieca, la sicurezza persino banale
di trovarmi nello stesso posto, in uno stipetto;

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Il Tucano e il Bradipo, di aven90

di aven90

“Non ho ancora capito come mai stai appollaiato sul ramo a non fare niente” mi fa il tucano.

“Ma staio zitto, tamarro che non sei altro. In realtà io osservo. Osservo ad esempio quel coccodrillo seppellire un cadavere molto sospetto”

Il tucano ridacchia. “Ma che ne sai, te, dei cadaveri molto sospetti?”

“Ma sì, dai…” gli dico. “Dopo anni di esperienza a guardare, so distinguere un gioco da un giallo, no? E io ti dico che questo è un giallo in piena regola! Il coccodrillo sta seppellendo un tapiro, proprio accanto al Rio delle Amazzoni!”. Continua a leggere “Il Tucano e il Bradipo, di aven90”

Polenta integrale con calamaretti grigliati e broccoli