sei

da INFOSANNIO

I messaggi del sindaco Pd di Mantova, Mattia Palazzi, che hanno fatto scattare l’indagine per tentata concussione continuata

(Franco Grilli – ilgiornale.it) – Lo scandalo scoppiò qualche giorno fa quando trapelò la notizia dell‘iscrizione nel registro degli indagati di Mattia Palazzi, sindaco Pd di Mantova di 39 anni.

La cittadina venne travolta dalle accuse di presunta tentata concussione continuata ai danni della vicepresidente di una associazione locale.

A far parlare le cronache furono alcuni messaggi, a quanto pare a sfondo sessuale, che il sindaco avrebbe mandato alla donna (che non ha sporto querela e che, esploso lo scandalo, ha detto di voler difendere il primo cittadino). Il 22 novembre i carabinieri perquisirono la casa del sindaco, chiamato in interrogatorio il 28 novembre. “Devo dimostrare di aver svolto sempre il mio lavoro di sindaco in maniera onesta e trasparente, al momento mi concentrerò solo su questo”, disse Palazzi sostenendo che quella degli sms è solo “una questione privata“.

Ed è proprio su questi sms che ruota tutta la vicenda. A far scoppiare il caso non è stata la querela della vittima, ma un esposto di 15 pagine, che rivela oggi il Fatto Quotidiano, consegnato il 4 novembre ai Carabinieri di via Chiassi. Il documento viene presentato da Giuliano Longfils, consigliere comunale di Forza Italia e in passato assessore a Mantova. Longfils sarebbe stato contattato dalla presidente dell’associazione “Mantua me genuit”, Cinzia Goldoni, che gli avrebbe fornito gli screenshot dei messaggi del sindaco alla sua vicepresidente.. Alcuni degli sms erano noti: “Sai che un’associazione a volte non va avanti senza il mio consenso! Cerca di attenerti alle regole“. E ancora: “Staresti bene messa a …, sei una birichina“. Oggi il Fatto Quotidiano ne rivela altri: “Domani sera non mi dirai di no, troppe volte me lo hai detto“. E ancora: “Credo che tu stia proprio bene messa a 90 da me dopo il tuo messaggio di ieri! Allora qualcuno ti s? Chi è?“. Poi, dopo aver citato alcuni politici e funzionari mantovani, Palazzi prosegue: “Ti insegnerei un po’ di cose, sei una birichina e staresti bene sculacciata!“.

In realtà, la donna – sebbene non lo abbia denunciato – in qualche modo sembra rimproverare il sindaco: “Ho dovuto contare fino a duemila per non risponderti male – si legge negli sms – ma credo che se un sindaco, un politico, un uomo fidanzato non sappia scindere il lavoro dal privato, allora nella vita vivrà davvero male. Io sai che so stare al gioco, rido e scherzo, ma come tu ben sai, io non so stare a determinate regole. Vedi che ho rinunciato a una carica in Tea perché poi sarei stata la sua bambolina“. Secondo quanto riporta il Fatto, le parole della vicepresidente di “Mantua me genuit” sarebbero da riferire ad una offerta avuta appunto dalla Tea Energia. Infine, dopo aver citato il capo di gabinetto Stefano Simonazzi “a cui sono servita solo per portare 149 voti” la donna conclude: “Domani sera io non ti dirò di no, te l’ho già detto ieri e l’altroieri“. “Mi piaci ancor di più incazzata, a domani“, risponde allora il sindaco.