Storie brevissime dal collettivo Pintecaboru – parte seconda, di Davide Astegiano

Storie brevissime

di DAVIDE ASTEGIANO

A Torino, negli ultimi mesi si è riunito un collettivo di scrittura,Pintecaboru. L’idea del gruppo, nato dalla mente di Danilo Zagaria, che gestisce il blog La Linea Laterale (vi invito ad andare a dare un’occhiata), è quella di confrontarsi ciascuno sulla propria idea di scrittura portando con sé le proprie creazioni letterarie. Gli incontri prevedono anche ospiti speciali in visita per unirsi alla discussione e parlare della realtà editoriale del momento. Sono stati con noi alcuni membri della redazione di Carie e Vito Ferro, diAutori Riuniti.

Uno dei frutti più recenti del nostro lavoro, e parlo al plurale perché, come avrete immaginato, ne faccio parte anche io, è una serie di racconti da seiparole, sulla scia del leggendario (nel senso che è una vera e propria leggenda) racconto di Hemingway sulle scarpine da bebè. Qui sotto ho raccolto laseconda parte delle storie prodotte, mentre la prima potete trovarla sul sito della Linea Laterale. Vi invito alla lettura con la speranza di trovare, magari, qualche volto nuovo quando gli incontri del Pintecaboru riprenderanno, dopo la pausa festiva.

Al supermercato. Litigio. La vecchia collassa.

Becchino cerca amici: la morte risponde.

Sono una ciocca di capelli. Tormentami.

Uscì di corsa. Non tornò più.

Si baciavano languidi. La moglie entrò.

Era finita. Così tirai lo sciacquone.

di Davide Astegiano

Negozi a Palermo, chiusi per fiere.

Alcuni incontri, aria contesa per sbaglio.

Credi ai miracoli? Tra nove mesi.

Nonno, la vita? Leggi le rughe.

Laicità, un addio lungo duemila anni.

Mediterraneo, conoscevo l’inferno senz’ acqua.

di Maurizio Congedo

Non sentiva più la sua mano.

Era riuscito a combattere il terrore.

Aveva capito che non poteva scappare.

Per un minuto tutto era calmo.

Il ronzio era più forte.

di Marco Amici

Dovevo comprarla io l’insulina? Noooooo.

Scoprì un nuovo termine. Il suo.

Saltando i pasti si fece malissimo.

Vuoi assaggiare? Disse porgendole la mano.

Strappando camicie rimasero solo asole sole.

Trans entrò in trance con nonchalance.

di Giuseppe Alunno

“Sei sola? Sì? Vuoi una caramellina?”

“Papà… io…”. “Mica sei frocio?” “…” “?” ” … n-no…”

Cantava. Suo padre, sordomuto, ascoltava commosso.

Gli mancava un livello. NEW GAME.

Rimase ad aspettare legato al palo.

La seguiva. La spiava. Si masturbava.

Premette il grilletto: l’amava follemente.

Si conobbero. Si amarono. Si lasciarono.

di Alejandro Laza

Era incinta. Di quale dei due?

di Greta Pizzo 

-Davide

https://radicalging.wordpress.com

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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