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In una delle ultime riunioni tenutasi al Circolo della Concordia parlando di tasse, ci è stato illustrato il Rapporto 2017 della Corte dei Conti sul coordinamento della finanza pubblica.

Un rapporto che possiamo definire un vero e proprio “grido di dolore”: metà del nostro stipendio se ne va tra contributi e tasse.

IL rapporto della Corte ha fornito al relatore anche lo spunto per una riflessione sulla “TASSAZIONE SULLA CASA”. Ci è stata illustrata, a tal proposito, l’Enciclica Rerum Novarum promulgata dal Pontefice Leone XIII nel 1891.

Leggiamo in essa che “le leggi devono fornire il diritto alla proprietà privata e fare in modo che cresca il più possibile il numero dei proprietari. ..La proprietà privata non venga oppressa da imposte eccessive. ..E’ ingiustizia ed inumanità esigere dai privati più del dovere sotto il pretesto di imposte – perché la proprietà privata concretizza   – una più equa ripartizione della ricchezza nazionale”.

La riflessione su questa Enciclica ha offerto lo spunto per una dura critica dell’operato delle centinaia di Comuni, talvolta grandi come Milano, i quali hanno illegittimamente aumentato la tassa rifiuti (T A R I ). Molti Comuni, infatti, hanno determinato l’importo relativo alle pertinenze box e cantine) che sono prive dell’abitabilità alla stesa stregua dell’appartamento e quindi determinando l’importo anche in rapporto ai residenti dell’appartamento. Ancora una volta tasse palesemente non dovute come più analiticamente descritto nel resoconto del dibattito che le trametto per eventuale pubblicazione.

La ringrazio cordialmente

Castronovo Giuseppe

Circolo della Concordia

                PROPRIETARI DI CASA  OVVERO PECORE DA SCORTICARE

Cecè: prima l’I. M. U., poi la T. A. R. I. e poi ancora la T. A. S. I.  Quale sarà la prossima diavoleria?

Filippo: non passa mese senza essere costretti a far la fila ad uno sportello bancario o postale per pagare tasse su tasse.

Ludovico: ma le sorprese, in materia di tasse, non finiscono mai!

Marco: Ludovico…. Spiega meglio il tuo pensiero.

Ludovico: caro Marco te lo spiego subito. Mi è arrivato così come sarà arrivato a tutti voi – l’avviso per il pagamento della Tassa Rifiuti ( la famosa T. A. R. I.)  e sapete che cosa ho scoperto?

Marco: è arrivato anche a me e ho già pagato. Cosa c’è da scoprire?

Ludovico: cari amici… avrete sicuramente notato che una significativa componente dell’importo da pagare è  denominata “Tributo provinciale”.

Giacomo: l’ho notato anch’io e mi son chiesto: “ma ste Province sono state abolite o dell’abolizione è stato dato solo l’annuncio?

Il fatto, cari amici, è che a volte le tasse aumentano anche per errata ( è il caso di dire errata o qualcos’altro )  interpretazione delle leggi. E l’Avvocatura di Milano, la tanto apprezzata Avvocatura comunale per l’elevato livello della sua professionalità, avrà veramente interpretato erroneamente la legge o è stata indotta da direttive politiche a interpretarla in modo tale da gonfiare l’importo complessivo della tassa rifiuti. Sappiamo oramai tutti quanti di cosa si tratta.

La TASSA RIFIUTI ( T A R I ) SI COMPONNE DI DUE PARTI:

-una prima parte fissa legata ai metri quadrati dell’appartamento e delle pertinenze (box e cantine) che sono prive dell’abitabilità;

-una seconda parte  variabile legata solo al numero delle persone che risultano per l’anagrafe comunale abitare  nell’appartamento. Si tratta di un criterio voluto dal legislatore nazionale – e quindi da applicare a tutti i Comuni italiani – per far pagare una tassa in proporzione alla quantità di rifiuti prodotta. E ciò sul presupposto che più persone vi abitano, più rifiuti vengono prodotti.

L’errore – continuiamo a chiamarlo così – commesso da centinaia di Comuni e anche dal Comune di Milano consiste nel fatto di aver applicato la quota variabile oltre che all’appartamento anche al box e alla cantina che abitabili non sono.

Ora, se queste parti non sono abitabili per legge se ne deve dedurre che non possono legalmente abitarvi persone e quindi non vi si producono rifiuti.

Conclusione: illegittimità della T A R I  per quanto applicata con riferimento a box e cantine.

Alessio: amici miei… la verità è che le tasse sulla casa, nonostante gli annunci e le false promesse di riduzione, continuano ad aumentare sempre più.

Giacomo: gli ultimi  Governi  non hanno  ancora capito che dovrebbero favorire la proprietà della casa di abitazione senza gravarla di imposte eccessivamente elevate  perché:

la casa dove si abita stabilmente è fattore di coesione sociale;

-la tassazione sulla casa ai  livelli raggiunti con il Governo Monti  e seguenti scardina la famiglia e quindi la coesione sociale. Prof. Vezio a Lei la parola, ci esponga il suo pensiero.

Vezio: mi sia permesso raccontarvi di un dialogo tra l’Imperatore Tiberio e i suoi Consiglieri che gli sottoponevano alla firma un decreto per l’aumento di alcune imposte,

Consiglieri: questa è la nostra proposta.

Tiberio: sono elevate?

Consiglieri: SI!  Ma…

Tiberio: SI oppure NO? Voi sapete quanto apprezzi la chiarezza insita in questa affermazione e negazione. E poiché la legge del SI e del NO non è stata ancora cambiata, ripeto la domanda: “Sono elevate”?

Consiglieri: SI…PERO’

Tiberio: poiché avete ammesso che sono elevate abbassatele.

Consiglieri: di quanto?

Tiberio: dovete applicare quanto già sapete.

Consiglieri: cioè?

Tiberio: mi avete sempre sentito dire che “boni pastoris esse, tondere pecus, non deglubere”. “Il buon pastore deve tosare le  pecore, non scorticarle”. Attenetevi a questo principio e io firmerò.

Alessio: quanta saggezza!

Giacomo: ma la saggezza, prof. Vezio, era un patrimonio solamente degli Imperatori o possono essere altrettanto saggi anche i Governanti italiani e i Sindaci dei nostri Comuni?

(dai dibattiti svolti al Circolo della Concordia)

Giuseppe Castronovo

foto: http://www.adnkronos.com/