Il suono della parola

“…Ti guardasti incredulo ritornare giovane, adolescente, fanciullo, bambino, neonato, embrione, incontro fortuito di gameti e schizzo lattiginoso di vita. Osservasti una scintilla immortale migrare da un fuoco primordiale di luce bianchissima e prendere forma di uomo. Ammirasti la tua genesi condensarsi in un atomo di pace meraviglioso e divino, piovuto dall’eternità. Venisti creato in un solo istante che perdurò dentro ogni momento. La tua esistenza apparve così illuminata da una bellezza nuova, un dono scintillante, un miracolo di creazione che ti pervase e ti rinnovò in ogni attimo. Capisti che ogni secondo di vita rappresentava una nascita nuova, una luce nella notte lontana e vivida che continuava a generarti in ogni tempo e l’istante successivo giustificava e perdonava il precedente, concedendogli un’altra possibilità. Vedesti la tua immagine riflessa piangere di gioia grande, di lacrime calde e buone. Senza sapere il motivo.”

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