di Maurizio Donte

Cosa mi resta dell’amor perduto?
Un fior nascosto nell’urna segreta
del cuore: un’ombra in un Cielo di seta,
l’ultimo desiderio ormai caduto.

Inascoltato il grido, il male acuto
che lancina nel petto, mai profeta
fui se non per sventura mia. E la creta
di cui son fatto si sgretola: ho avuto

un sogno solo, ed è la fine. Chiama
ad altro volo l’anima, il ricordo,
e tace il vento sopra l’orizzonte

aperto al rosa, dove il sole, fonte
di vita s’inabissa e il dolor sordo
corrode dentro il mio pensier che l’ama.

Maurizio Donte 17/12/2017