CRITICA IMPURA

Interferenze – Il Festival di Bologna In Lettere 2017

Di SONIA CAPOROSSI * 

Nei Canti di Stagione di Alessandro Lanucara percorre l’intera struttura un filo rosso di significanza di natura eminentemente tecnica, un conduttore formale che traduce in sostanza e contenuto la materia poetica di turno: una forma, a ben vedere, tecnicamente abbastanza tradizionale, che tuttavia risulta rinnovata nell’impianto e nell’uso peculiare del poeta, fino al parossismo dell’associazionismo semantico e della libera fluenza del verso. Stiamo parlando dell’elencatio, del vibrante affastellamento delle cose alle cose e delle parole alle parole, utilizzato ad arte, nelle poesie di Lanucara, per ottenere l’effetto debordante della stratificazione delle memorie e dei ricordi di un passato quasi inteso ancestralmente come valigia dell’anima in cui (s)cambiarsi emozioni e sensazioni, attraverso sovrapposizioni immaginifiche continue, sempre ricomposte da un ordine interno di natura materica, carnacea, sanguigna e scomposte sistematicamente, a loro volta, dal crudele impatto con la dura…

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