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da: https://opinioniweb.blog/

Maschere della tragedia e commedia greco-romana – fonte Wikipedia

Ricollegandomi alla puntata precedente che insieme alle altre potete trovare  QUI, di cosa stavamo parlando? Ah ecco, del nostro continuo pensare al futuro rimpiangendo il passato e scordando immancabilmente di vivere il presente! Qui centro IO come TU come NOI tutti, in un’involuzione esteriore che impedisce di guardare all’interiorità con consapevolezza.Inoltre in questa dimensione dilaniante vissuta dal singolo (forse fanno eccezione i bambini, perlomeno quelli abbastanza piccoli per i quali esiste SOLO il presente e ne assaporano ogni goccia nell’istante che è il mare chiamato Tempo) rientrano anche considerazioni sul modo distorto in cui la coscienza collettiva plasma la società: la Storia si ripete all’infinito, fa rime tragicomiche con le nostre vite eppure non vediamo mai la via d’uscita, il discrimine tra realtà e tragedia oltre la finzione in cui siamo costretti a vivere!

Oltre la finzione!

Possiamo chiederci che cosa nella nostra vita sia oltre la finzione. Parlavo dell’amicizia e mi viene subito in mente Faceboock o Twitter o simili, strumenti apparentemente “social”. Molti di noi sentono l’esigenza di condividere con il sistema e attraverso di esso, le gioie e i dolori della propria vita. Sembrerebbe catarchico, purificante, una bacheca della mente personale e collettiva, visibile a tutti e quindi in grado di amplificare o diluire le gioie e i dolori.

Ma oltre la finzione, dicevo sopra, cosa c’è? Vallo a capire, le acque sono torbide e tutt’altro che semplici da scrutare, siamo immersi in un mondo dell’informazione-formazione pilotata e ci abituiamo a tal punto alla menzogna da non farne più a meno. Il nostro vero essere soffre e si ribella generando distorsioni e cercando di farci cambiare verso! Eppure i peggiori nemici di noi stessi siamo sempre noi, è così difficile amarsi, accettarsi, aprire gli occhi, molto meglio adeguarsi al sistema precostituito, alcuni ne sono addirittura artefici consapevoli e mai tornerebbero indietro. Voglio dire che si può voltare le spalle al bene, accontentandosi di quell’orto o di quel campo di cui parlavo all’inizio delle mie riflessioni, diventandone in qualche modo gestori; c’è addirittura chi si crede convinto di poter scegliere il meglio per tutti, considerando la libertà che è all’origine della creazione come un dono riservato a pochi eletti. E’ questo il vizio di molte religioni e quindi di politiche economiche distorte che regnano nel nostro mondo incentivando varie forme di razzismo e  autorazzismo: se gli uomini soffrono e attribuiscono le loro colpe in gran parte alle proprie incapacità, allora meglio accetteranno di rinunciare a benefici e tutele, perché il SACRIFICIO lava le colpe e rigenera.

Proviamo quindi ad affrontarli i fantasmi della mente, creati ad arte da chi pensa di poter mettersi al nostro posto nella gestione della vita, nel plasmare la nostra personalità e il nostro destino. Provo a riferirmi alla democrazia come governo in grado di dare tutele, meglio ancora di permettere un risveglio, una forma di equità materiale che per quanto imperfetta garantisce delle libertà. E ripeto che ogni forma di libertà ci spinge verso il bene e l’accettazione del proprio sé, ci mette di fronte alle nostre responsabilità, a delle decisioni che coinvolgono noi stessi e chi ci sta vicino, che quindi ci fanno evolvere.

Dopo il non-senso delle guerre mondiali, con la loro devastante privazione di libertà, con il carico di morte e odio che portarono nel mondo, qualcosa sembrò sfuggire al controllo di chi si erge a giudice e carnefice dell’umanità: ai popoli vennero dati degli spazi di autodeterminazione, si generarono Costituzioni in grado di garantire benessere e creare consapevolezza diffusa. Alla base di esse c’erano appunto gli stati democratici, mezzi  imperfetti creati nel tentativo di distribuire uguaglianza. Nella nostra costituzione ad esempio si parla del lavoro come base della società, perché è attraverso il fare che la società cresce. Al contempo si deve garantire un’istruzione in grado di decondizionare l’individuo e permettergli di orientarsi verso il futuro costruendo e vivendo attivamente il presente, un sistema sanitario per garantire un prolungato benessere dell’individuo e aiutarlo a superare le infermità, una gestione pubblica di tutti servizi e dei beni di cui l’uomo ha necessità: l’acqua, l’elettricità, il trasporto,… esattamente il contrario di quello che i governi stanno facendo ora. C’è un assalto dei controllori sui controllati, in cambio di oppressione e stupefacenti vari stiamo cedendo il benessere che portava consapevolezza e libertà nelle vite di milioni di esseri umani. I fantasmi in cui credere sono tanti, loro ce li indicano come i problemi causa dei nostri mali: corruzione, debito pubblico, sprechi,… quando invece impongono riforme per cancellare l’equilibrio garantito dal lavoro e dal benessere diffuso realizzato grazie alla parentesi della democrazia.

Parlando dell’immateriale non si può non pensare al denaro, se usato solo come uno strumento per ridistribuire ricchezza esso è un bene. Per essere tale la gestione del denaro deve rimanere in mano pubblica, cioè gestito da un esecutivo che se pur corrotto sia comunque sottoposto al giudizio degli elettori. Con giudizio degli elettori intendo che dovrebbero essere solo i governi eletti ad essere responsabili della gestione pubblica del denaro, non invece istituzioni private quali le banche. In Europa infatti non esiste più una sovranità monetaria che non sia quella delle istituzioni non elette dell’eurozona, l’emissione di denaro è sottoposta alle regole antidemocratiche che impongono agli stati – le cosiddette “riforme” – le quali altro non servono che a garantire il capitale a discapito della gente, ridotta a meri strumenti in mano al sistema tecnocratico.

Come arginare la catastrofe partendo da se stessi? Il primo punto è sempre quello di evitare di chiudere gli occhi, proprio perché solo la Verità ci rende liberi. Gran parte della nostra vita è costruita sulla menzogna, poi ci sono dei bivi che ci spingono a volte ad aprire gli occhi a volte a chiuderli. Ricordiamoci che tutto viene fatto alla luce del sole, cioè nulla ci viene veramente nascosto dal sistema perché i primi a rifiutare la verità siamo proprio noi. E’ un fardello difficile da sostenere, se la intravedi spesso rinunci in cambio del precostituito. Ma vale la pena provare a svegliarci per cambiare direzione e iniziare veramente a vivere meglio, a realizzarci. Non c’è vita senza verità: quanti “illuminati” dalla Verità sono morti per questo?  Ricordiamoci che quasi sempre la menzogna è composta da tante piccole verità, il cui fine è quello di disegnare un quadro coerente ma sostanzialmente falso dei problemi che ci affliggono.

Se dicono che il problema è il debito pubblico, gli sprechi, la corruzione e sbattono ogni santo momento in televisione o in prima pagina un servizio che supporta queste tesi, ebbene provare a negare l’evidenza e la forza fattuale di tali argomenti è sicuramente impresa ostica. Eppure questi problemi, seppur veri, sono lontani anni luce dall’essere le cause dei mali della nostra società! Ogni soluzione adottata come pseudorimedio ha portato la nostra democrazia a regredire a stato feudale, in cui le persone sono ormai meno che sudditi stupidi a cui imporre diktat e autoflagellazioni quotidiane. Ci impediscono di ragionare imponendoci le loro verità, il precostituito è amaro come il fiele e noi li a ingurgitare… Come siamo ridotti, allontaniamo quegli istanti basati sulla verità dell’amicizia, del rispetto e dell’amore per sostituirli con il livore e l’invidia. E sostituiamo i diritti alla libertà e all’uguaglianza con la cosmesi dei falsi diritti in cui la moralità è abolita in un oceano indistinto senza regole, anzi dove l’unica regola è proprio la mancanza di regole!

Continua…