la camera dello scirocco

A Venezia, a settembre, è arrivata in forma smagliante. Ancora bella, ancora sensuale (odio quando dicono di Jane che «si conserva bene», come fosse uno stoccafisso, un merluzzo surgelato: è ancora una bellissima donna, e basta). A parte i “pezzi” cambiati – un’anca, un ginocchio, un pollice – e dei ritocchini al viso, è un incanto guardarla sorridere, muoversi, solcare il red carpet, dare un’intervista, recitare. Un mio amico cinefilo – di quelli a cui puoi chiedere i nomi delle comparse bianche che facevano gli indiani che assaltavano la diligenza in Ombre rosse di Ford – dice che è più bella adesso, che ha compiuto gli ottanta, auguri, di quand’era ragazza. Ma si sa, i cinefili sono tutti malinconici. Lei, a Venezia c’era arrivata con Robert Reford, per il Leone d’oro alla carriera di entrambi, due monumenti del cinema e del mondo liberal americano. Erano anche lì per presentare Le…

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