Alessandria: un tuffo nel passato

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

IIS “Saluzzo-Plana” . classi 3 AE e 3 BE

http://www.cittafutura.al.it

Il giorno 29 novembre 2017, le classi III AE e III BE hanno partecipato ad una conferenza-lezione, tenuta dal prof. Egidio Lapenta, sulla  storia del Complesso di San Francesco ex-Ospedale Militare. L’attività fa parte del Progetto Leone X, che vede come referenti i professori Simona Guasco e Michele Maranzana ed ha come scopo la valorizzazione del patrimonio culturale della nostra città.

Questa lezione ha permesso di conoscere la storia di Alessandria e di scoprire che in passato è stata un’importante piazzaforte militare. Inoltre, l’intervento degli insegnanti ha permesso di comprendere che il percorso evolutivo del Complesso di San Francesco si intreccia con le vicende di Alessandria.

View original post 238 altre parole

Non ho smesso di pensarti – Charles Bukowski

Il mio giornale di bordo

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.

Charles Bukowski

View original post

Invictus (poesia) William Ernest Henley

Il mio giornale di bordo

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un abisso che va da un polo all’altro,
Ringrazio qualsiasi dio esista
Per la mia indomabile anima.

Nella feroce morsa delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e di lacrime
Incombe solo l’Orrore delle ombre,
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.»

William Ernest Henley

View original post

RollerCoaster

Empowered

Life is a rollercoaster.  It has many twists and turns but that’s what makes it fun. That’s what makes you scream happiness from the top of your lungs. You have to keep up the rhythm. Don’t be scared to live life 100 miles per hour, to take risks, take initiatives, to fail fast and to get back on track for some more. Your speed is what will make you defy time.

Don’ t be afraid of the rush. Head straight for it. Because life is made of ups and downs for your to realize how precious the ups are when they are gone. And then work hard on getting it back. Don’t put the blame on others, don’t complain but learn to enjoy the ride and keep up with its crazy rhythm. It has turns, it has slopes but each of them is unique and will make you see a…

View original post 57 altre parole

…Keep Breathing…

Empowered

…Keep Breathing…
What do you do when you feel crushed on your feet with no where to go, no one to trust, trapped, when you feel the weight of a thousand years down on your chest? You breathe, you take a deep breath, you take in as much air as you can and you thank God for being alive. Stand there, listen. To your own heart beat. You were given a gift. You were given an incredible power. Do you believe in magic? I do. I believe anything is possible. You are possible. You can. Believe. Sometimes hope is the only thing we have. And yet it is so much. Breathe. Cherish that moment. You have it inside you. You’ve had it all along. You know. Use it. Use it for good. Use it to empower yourself. Shout. Make some noise. In the process you’ll empower others. Start your journey…

View original post 11 altre parole

From Pain to Power

Empowered

Don’t let anybody tell you no. They’re not you. They don’t see your potential, they don’t understand your greatness. You came here for a mission, don’t give it up because of anybody else’s opinion. They don’t own you and you don’t owe them anything. Be the person nobody thought you could be. Because when you do so, when you rise above all their opinions, that’s when you’ll become great. So go ahead, criticise me. Tell me I can’t do it, I’m not good enough. I’ll turn that hate into motivation and that will make me want to do it even more. I’ve started my journey so you can either join me or sit and watch.

View original post

One of them

Empowered

Never fear to be ridiculous. Put yourself out there. Be heard. You were born with a voice, use it. You have everything you need and much more inside of you. Get it out there. Share it with the world. You will gain so much from it and will bring so much to others, you do not even realize it yet. Trust me it is worth the try. Yes there will be mean comments, yes some people will not understand you and think you are weird, crazy. So what? It is only the craziest of us who succeed. The question is do you want to be one of them?

View original post

Prenderla ancora, di Antonio Scarito

prenderla

di Antonio Scarito

23 dicembre 2016 ·

Prenderla ancora,
afferrar le mani e
senza lasciarle
gridar ti amo .
Poi la tristezza
nel vederla andare
non sapendo se
restera lontano
per un minuto o
sol per sempre.
Lievi sensazioni,
piccoli gesti che
di me dicono
quel che provo,
occhi che guardan
ma non so dove,
seguendo quel che
credo m’appatiene,
in un viaggio
fatto d’emozioni,
che adesso vivo
per non scordarle.

Continua a leggere “Prenderla ancora, di Antonio Scarito”

Merry Christmas!

Le avventure di tutto

Immagine

Per oggi un articolo un po’ più breve, solo per augurarvi un buon Natale e n felice anno nuovo!

Facciamo un po’ il punto sulla situazione attuale: ad oggi ho più di due follower, mi leggete in tanti e mi piacerebbe, come sempre, ringraziarvi e parlare con ciascuno di voi, anche solo per sapere come mi trovate, come vi divertite e se questo banner vi piace!

Di sicuro uscirebbero, fra le tante, le seguenti risposte:

a) Ti troviamo su internet;

b) Non ci divertiamo, riflettiamo sul tuo disagio e non commettiamo per dignità;

c) Il banner fa schifo, sembra disegnato da qualcuno che non ha mai visto n paesaggio in vita sua

No?

Ma allora, come può essere “buono” questo Natale? Non giocando a Tombola come al solito, risparmiatecelo!

Dobbiamo mangiare tanti pandori mlmlml ❤

Ecco, questo sì, è buono e giusto.

Io ho deciso di regalarti dei soldi, perché…

View original post 156 altre parole

Io vado da solo, di Antonio Scarito

Io vado

di Antonio Scarito

12 dicembre 2015 ·

Io vado da solo,
non porto niente,
ho solo bisogno
di allontanarmi .
Porto con me
solo i pensieri ,
le cose che
mi sono care e
quella voglia
di non lasciare
mai emozioni.
Cammino piano,
non ho fretta,
ho solo paura di
andar per strade
dove ogni cosa
comunque diventa,
da capir difficile,
simile ad altre .

Continua a leggere “Io vado da solo, di Antonio Scarito”

Approssimazioni d’autunno #2, di lorenzoqsimano

aprossimazioni lampioni_strada

di lorenzoqsimano

Nelle pomeridiane
ore ci trascinava
l’odor della cucina
di nonna nell’autunno
non ancora maturo.

Già pronti erano i tini
e le tende pulite
per le fronde cariche
di nuovi frutti magri
per la sterile estate.

Le profumate scie
da seguire ancora oggi
c’è, seppur quella casa
più non è aperta e viva.

Lorenzo Cusimano, Debolezze, Casteldaccia (Italy), 2014.

https://qsimano.wordpress.com/

Non so cos’è questa nostalgia, di Antonio Scarito

non so

di Antonio Scarito

14 dicembre 2014

Non so cos’è
questa nostalgia,
nel pensar prende e
se sorridi e guardi
uccide la paura.
Non so perché
spesso la mente
a te ritorna e
seppur distanti
non ti scorda.
Resta così
l’ultima immagine
che non perderò
neppur se arriva
il mio momento.

Continua a leggere “Non so cos’è questa nostalgia, di Antonio Scarito”

L’ALTRO NATALE, di Roberto Busembai

25659963_10208887185291944_7843707658617531778_n

di Roberto Busembai

E anche quest’anno
ho visto passare
sul volto del tempo
quel delicato pensiero
di quando lontano
tenevo per mano
il suo dolce candore,
e anche quest’anno
ho provato il silenzio
di un posto nel sole
pianure e profumi di viole,
e fiocca la neve
o scende la pioggia,
Natale ha coperto
la vaga speranza,
e ancora rivedo
della stalla la luce
ma ho perso da tempo
il calore.

Continua a leggere “L’ALTRO NATALE, di Roberto Busembai”

Che i morti seppelliscano i loro morti, di Agostino Pietrasanta

Che i

di Agostino Pietrasanta. Alessandria

https://appuntialessandrini.wordpress.com

Non li ho mai capiti, né tanto meno apprezzati: il mito risorgimentale del re “galantuomo” (Vittorio Emanuele II) del “re buono” (Umberto I) e del “re soldato” (Vittorio Emanuele III) mi ha sempre infastidito, anche quando mi veniva propalato dai testi scolastici della Repubblica. E non si tratta solo, come si sottolinea in questi giorni, giustamente, delle responsabilità di “spadetta”, connivente col regime totalitario.

Intanto su Vittorio Emanuele II detto anche “padre della patria”. Il vero realizzatore dell’unità dello Stato, al netto dello scarso senso della nazione, fu Cavour con la collaborazione di diverse componenti della destra e della sinistra storiche. Il “re galantuomo” creò non pochi problemi per una politica estera personale e parallela a quella dell’esecutivo, che mise il governo in difficoltà con le cancellerie europee come nel caso dell’armistizio di Villafranca siglato, se non ad insaputa di Cavour (qualcuno l’ha sostenuto), per iniziativa non concordata. Ha messo in difficoltà i vertici delle forze armate, già piuttosto inadeguati, quando volle gestire la ritirata di Custoza a suo arbitrio, provocando un disastro tattico alle truppe e strategico ai fini delle operazioni militari. Non parliamo dell’imbarazzo che spesso creava durante le sue scorribande nelle capitali dei Paesi alleati; al confronto i rimpiattini di Berlusconi con frau Merkel appaiono giochi innocenti. E tanto basti: sepolto al Pantheon. Continua a leggere “Che i morti seppelliscano i loro morti, di Agostino Pietrasanta”

L’ora legale

Briciolanellatte Weblog

L’uomo magro magro, ma dagli occhi vispi da furetto alla ricerca di cibo, entrò nell’Ufficio del Primo Direttore. Aveva bussato così piano che non lo avevano sentito neppure i tarli della porta. Ma il Primo Direttore, dall’orecchio fino e dalle mani lunghe, dott. Ermenegildo Pinnacoli, lo aveva sentito benissimo e volutamente non lo aveva invitato a entrare. L’uomo aveva sfidato lo stesso la sorte ed era rimasto sulla porta dopo averla chiusa diligentemente dietro di sé. La sua carnagione, scura e terrea, creava con il legno massiccio sullo sfondo una curiosa forma di mimetismo.
«Cosa c’è, Quagliarullo?»
«Eccellentissimo Primo Direttore, mi spiace davvero tanto disturbarVi, tuttavia mi sembrava necessario notiziarVi…»
Pinnacoli, sentito che l’uomo si era impuntato, alzò il suo sguardo monumentale e paternalistico dall’enorme Sudoku che utilizzava al mattino per richiamare a raccolta i suoi svagati neuroni ovunque si fossero (da tempo) nascosti.
«Parla, perdio, parla Quagliarullo, non farmi…

View original post 562 altre parole