Speimentazione

anna moscatiello

Metodi alternativi esistono dobbiamo investire per finanziarli

SPERIMENTAZIONE ANIMALE, UNA POSIZIONE UNICA

Sulla sperimentazione animale continuo a ricevere messaggi di cittadini preoccupati che il movimento 5 stelle abbia improvvisamente cambiato opinione.

Direi che il post uscito sulla pagina facebook #M5S chiarisce che da anni ci siamo schierati con decisione a favore di un superamento della sperimentazione basata su modelli animali, giudicata da una serie crescente di fonti scientifiche non del tutto affidabile.

Non credo sia utile a nessuno schiacciare questo dibattito cosi importante nella semplice, e insensata, contrapposizione tra schieramenti.

LA RICERCA SCIENTIFICA ATTUALE E’ L’UNICA POSSIBILE?

Nel nostro paese e nel mondo è sempre più forte la sensibilità verso la sofferenza animale.

Allo stesso tempo, vi è la necessità per la ricerca medica di trovare la cura per le più importanti malattie del nostro secolo e di testare i farmaci e le sostanze chimiche che si immettono nell’ambiente.

Dalla tossicologia alla ricerca clinica, si aprono nuove prospettive con metodi innovativi e specie-specifici, che vanno a sostituire i metodi basati su modelli animali.

Già nel 2004 la FDA (Food and drug Administration) americana aveva avvertito sulla difficoltà di riportare all’uomo i dati ricavati dagli animali. Dato recentemente confermato dallo National Institute of Health che afferma una percentuale di fallimento tra il 95 e il 97% nella trasposizione dei risultati.

 Lo conferma lo studio condotto negli Stati Uniti da Ruili Huang, ricercatore del NIH sulla base dei dati di Tox21, il progetto americano che si è prefisso, ottenendo ottimi risultati, di studiare gli effetti tossici di oltre 10.000 sostanze chimiche, nonché delle loro combinazioni (a cui l’uomo è sottoposto quotidianamente).

IN ITALIA MOLTA SENSIBILITA’ PER GLI ANIMALI, MA ABBIAMO BISOGNO DI FINANZIAMENTI

Molti paesi europei e gli stessi Stati Uniti forniscono la possibilità di progresso della scienza medicia, attraverso ilfinanziamento di metodi di ricerca innovativi, specifici per l’uomo (human based).

In Italia, invece, questi metodi non vengono sufficientemente finanziati e proprio per questo abbiamo chiesto in legge di Bilancio un finanziamento di 10 milioni di euro dal 2018.
Una richiesta in linea, tra l’altro, con gli intenti (sulla carta- art 47) della direttiva 2010/63/UE, la quale dovrebbe sostenere lo sviluppo di metodi alternativi alla sperimentazione animale, pur non obbligando gli Stati membri ad investire in questo cambio di rotta.

Ne risulta che pochi sono in tutta Europa– ad eccezioni di Paesi quali la Germania, l’Olanda e l’Inghilterra- i finanziamentiverso nuovi metodi di ricerca e che dunque, in questo come in altri casi, il legislatore arranca a tradurre in obiettivi concreti, le istanze emergenti, in barba alla tutela della salute, della scienza e all’ascolto della volontà dei cittadini.

Tra di queste ricordiamo l’Iniziativa dei Cittadini Europei STOP VIVISECTION, dal Movimento 5 Stelle fortemente sostenuta, che ha chiesto – con un milione e duecento mila firme in tutta Europa- (ben 600 mila in Italia) il superamento della sperimentazione animale tramite l’incentivo di nuovi metodi di ricerca.

Non a caso parliamo di un movimento di scienziati di fama internazionale che ha raccolto il sostegno degli stessi cittadini interessati alla tutela degli animali e della loro stessa salute.

Vogliamo dunque continuare a schiacciare il dibattito esibendo lo scontro tra opposte fazioni- favorendo inoltre il business di qualcuno- o prendere atto della necessità di cambiamento in nome del progresso e del benessere di tutti?

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