Libro: Cose che avrei preferito non dire – Cecelia Ahern

Le mille e una Recensione

IMG_20170717_121354.jpgTrama:

La vita di Lucy Silchester è perfetta: amore, carriera, soldi. Ok, fermi tutti, forse le cose non stanno esattamente così… Perché Lucy, quasi trent’anni e una istintiva avversione nei confronti della verità, ha fatto delle piccole, grandi bugie che ogni giorno inventa per se stessa e per gli altri uno scudo per proteggersi dalla realtà. Una realtà che, al momento, consiste in un lavoro più adatto a uno zombie che a un essere umano; un monolocale con la moquette così sporca da consentire di scriverci sopra senza rimorsi; un gatto ermafrodita e incontinente e un ex fidanzato perfetto che, piantandola, l’ha condannata al rimpianto e all’autocommiserazione.

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CASHMERE e ARABESCO di LUCIA LANZA Antologica Atelier Edizioni

by Maura Mantellino
Oggi vorrei proporre due splendide sillogi di Lucia Lanza: ARABESCO e CASHMERE di Antologica Atelier Edizioni.
Dalla presentazione a cura di Elena Deserventi:
‘L’arabesco è uno stile ornamentale composto da elementi calligrafici e/o motivi geometrici. forme geometriche o fitomorfi che trasmettono all’osservatore una gradevole sensazione di serenità e bellezza. Questo tipo di espressività artistica, in spagnolo è chiamata ataurique che significa l’usare come unità-base la foglia o il fiore,privata della sua forma naturale per non dare un senso di debolezza e di morte,trasformandola in forme che suggeriscano la sensazione di esistenza e di immortalità. (dal Web)
Creature terrigene, astri del cielo, fenomeni atmosferici, elementi ornamentali e grafici, appena delineati nella poesia, nelle linee immutabili della loro stilizzazione, innescano movimento. Vivono e rivivono, si rincorrono e si attraversano lungo il filo rosso di una sapiente tessitura poetica e tecnica, mai compiaciuta ed esibita. 

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Un sol pensiero, di Maurizio Donte

di Maurizio Donte

Crepita il tuono e folgora la mente
un sol pensiero: amare è un lampo acceso
e nell’istante spento; che non sente
ragione né parola al vento teso

che sibila d’intorno e non si pente
mai d’errore. E lo sa d’essere sceso
dove il desiderar confina al niente,
là dove un crine solo resta appeso

all’inutile illudersi presente.
Son vivo o morto? mi chiedo, nel livido
sorger dell’alba: so che l’oggi è un sogno,

domani un’ombra, e che tutto il bisogno
d’amare è solamente in noi un vivido
ricordo, un soffio, polvere di niente.

Maurizio Donte

Te, di Antonella Commendatore

Te

di Antonella Commendatore

Te

Avevo scelto te
perché dicevi di volerti
prendere cura di me.

Avevo scelto te
perché principessa
mi chiamavi.

Avevo scelto te
perché mi facevi sempre
sorridere e brillare.

Avevo scelto te
perché mi tenevi per mano
e ovunque mi baciavi.

Avevo scelto te
perché mi insegnavi
l’ Amore.
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L’olandese volante, di Maurizio Donte

di Maurizio Donte

L’olandese volante

Se guardo il mare, sempre prendo il volo:
distendo l’ali grandi nell’azzurro
e corro come vela sopra l’onde,
distante, dove fugge il mio pensiero.
Non può la nave mia stare nel porto,
legata con le gomene in banchina,
ama invece affrontare le tempeste
e correre nel vento più lontano.
Ho legato sull’albero maestro
tutti i sogni, che sian faro di notte,
quando è buia, e le stelle si son spente
nell’alto cielo e li seguo, tenendo
fissi i miei occhi su di loro, reggend[o
il] timone sulla rotta che conduce
il mio veliero all’infinito.

Riflessione, di Antonella Commendatore

Riflessione.

di Antonella Commendatore

Riflessione.

Mi ero smarrita per giorni.
Avevo perso voi nel cuore
perché non volevo più sentire
dolore.
Presa dallo sconforto
vi ho allontanati ma
a vacillare ho cominciato.
Ma poi ad un tratto
mi sono fermata ed
ho riflettuto, vedendo
il bene che quell’ amore
ha seminato, le anime
che ha aiutato a riscoprire
i sentimenti, le carezze
gli abbracci e il loro calore.

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COME PIOGGIA CHE SCAVA, di Anna De Filpo

come la

di Anna De Filpo

COME PIOGGIA CHE SCAVA

L’ odore della pioggia
penetra denso
nella pelle,
discende in petto
in silenzio e scava
come quei ricordi
cui temo dare il nome!
Due ricordi importanti
che non cancella il cuore.
Parla! Esordisci!
La musica e’ sempre la stessa.
Quanto mi accecarono gli anni!
Che tristezza, ascoltarti ora!
Avanti! Vieni pure avanti
sfiora la mia presenza!
Sento un tonfo netto
che mi recide tutte le parole!
Prima che tu mi raggiunga
fuggiro’ in fretta,
era davvero amore!

DIRITTI RISERVATI, Anna DE FILPO @ COPYRYGHT
26/12/2017

Vorrei, di Giuseppe Pippo Guaragna

Vorrei

di Giuseppe Pippo Guaragna

Vorrei

Vorrei poterti amar di quell’amore,
che al nulla amato amor sempre perdona,
e tendere la mano al melograno,
che aspetta ancor colui che non ritorna.

In sul calar del sol, dopo il tramonto,
vispa Teresa vien dalla campagna,
prepara il cavolfiore e giù in cucina,
suona con gioia l’amata chitarrina.

Andammo noi dal Manzanarre al Reno,
senza nel bosco udir parole nuove,
e tanto bella e tanto onesta pare,
chi finge d’esser Sfinge e nuda appare.
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DOPO NATALE, di Silvia Cozzi

di Silvia Cozzi

DOPO NATALE
Io vorrei dirti che, dopo Natale,
non è che si dileguano le pene;
tutto torna scontato e sempre uguale.
E questa foga di volerci bene

con un’ipocrisia che fa del male
di certo, tu lo sai, non mi appartiene.
Magari sembrerebbe l’Ideale
un’atmosfera che incalzante viene

a regalarci un sogno un pò sbiadito,
per credere che possa ritornare
qualcosa che sonnecchia ormai latente.

Le luci già si sono tutte spente,
resta il sapore di giornate amare
dal retrogusto dolce, tanto ambito.
SC

Ricordami, di Giuseppe Pippo Guaragna

Ricordami

di Giuseppe Pippo Guaragna

Ricordami

Ricordami
i moli di Tangeri
e la pavana
delle quattro puttane
nella notte
che ballavano nude
sui tavoli segnati
per invogliare al letto
scaricatori stanchi
e vecchi marinai.

Ricordami
i fuochi delle bombe
ed i lamenti
mentre Beirut cadeva
e noi a Tannourine
tra cedri secolari
e nel profumo
mangiavamo dolcetti
come nel verde
di Edouard Manet.
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LA VELA E IL MARE, di Silvia Cozzi

LA VELA E IL MARE

di Silvia Cozzi

LA VELA E IL MARE
Si è persa dentro il fondo dei tuoi occhi
l’immagine di me che hai tanto amato.
Ti sembrano banali, un poco sciocchi,
i giorni insieme che ora hai rinnegato.

Il tempo che scandisce i suoi rintocchi,
la fine di un amore ha già segnato
eppure se magari tu mi tocchi,
lo capiresti che non è peccato,

dimenticare e poi lasciarsi andare,
magari regalarci una carezza,
dipingere la notte di colori

per dare luce al buio che c’è fuori.
Spinta dall’onda della tenerezza,
sarei di nuovo vela nel tuo mare
SC

L’amore è cieco, di Gavino Dettori

L_amore è cieco

di Gavino Dettori

L’amore è cieco

Lo so, sono
un baro che
falsa le carte
per mostrarsi
degno di te!
Troppo tardi
ti ho conosciuta,
quando ormai
la mia vita
rotolava lungo
la china e tu,
come un sasso
provvidenziale,
l’hai fermata
senza chiederti
chi ero e perché
precipitavo giù!

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