La sottile linea d'ombra

“Anche le città credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.

Italo Calvino, Le città invisibili

Oltre ad amare Le città invisibili, adoro questa frase: mi ha sempre affascinato, anche quando ancora non ne avevo colto il significato che credo di capire ora. Sono convinta che racchiuda in sé una grande verità, la chiave di lettura per interpretare e varie raffigurazioni di quello che dall’Ottocento in poi diventa un tema centrale nell’arte e nella letteratura: il paesaggio urbano.

La città assume nuove dimensioni e nuovo rilievo, ma quello che emoziona non è soltanto la geometria dei suoi palazzi, e nemmeno il groviglio di strade che la compone, ma sono le illusioni e gli ideali che le metropoli contemporanea incarna. 

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