EroStranieroDi Rosmina Raiteri, Ics Onlus

A fine ottobre si è conclusa la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Ero straniero. L’umanità che fa bene” per il superamento della Bossi Fini. Il risultato non è stato per nulla scontato: sono state consegnate alla Camera dei Deputati 90.000 firme, mentre ne sarebbero bastate 50.000. È stata la conferma di uno straordinario successo di partecipazione che il legislatore non potrà ignorare.

La portata politica dell’iniziativa richiedeva e richiede di tenere ben alta l’attenzione sul problema e di estendere la partecipazione anche alle persone straniere  impossibilitate a firmare in quanto prive della cittadinanza italiana.

Uno strumento ci è stato offerto dal Movimento di figlie e figli di immigrati cresciuti in Italia ma senza passaporto italiano, che ha promosso la petizione #Siamo 1 Milione: un appello al Senato affinché approvi subito la riforma della legge in materia di cittadinanza (ddl 2092).

20171030_111021La petizione poteva essere sottoscritta anche da coloro che non hanno cittadinanza italiana e che sono state coinvolti  a partecipare ad alcuni  incontri ideati e condotti da Rosmina Raiteri di Ics onlus durante i mesi di novembre e dicembre presso le scuole di italiano per stranieri del Laboratorio Sociale, della Casa di Quartiere e presso le strutture di accoglienza dei rifugiati di Cambalache, Sine Limes (Ostello) e  Social Domus.

IMG-20171218-WA0006La comunicazione è stata facilitata dalla proiezione di alcuni video di documentazione della Campagna “Ero straniero” e della manifestazione pro Ius Soli “L’Italia siamo già noi” svoltasi a Torino, dove è stato organizzato un presidio di 15 giorni, dal 20 ottobre al 3 novembre giorno e notte, per spingere le istituzioni ad approvare una legge di dignità. Hanno partecipato centinaia di persone e sono state raccolte alcune migliaia di firme.

Gli incontri si sono conclusi con l’ascolto e il canto di “Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà”, uno stornello d’esilio del 1895 di grande e attuale significato politico. L’entusiasmo e la partecipazione sono stati molto alti, in un clima di gioia e di speranza.

Ma lo Ius Soli ha trovato il Senato vuoto. La battaglia è ancora durissima e la continueremo.

Condividiamo la tristezza con cui si è espresso don Ciotti: “quella che si è verificata in Senato è un’inqualificabile diserzione dalla responsabilità. La politica  non può essere un gioco di potere sulle speranze delle persone, un’umiliazione dei loro diritti e delle loro aspirazioni”.