VOCI DAI BORGHI

Molti anni fa, ero ancora piccolo, degli alpinisti chioggiotti, dei grandi con la “g” maiuscola, mi fecero un grande regalo, portandomi con loro in un luogo magico delle dolomiti. Da quel momento una parte di me non ha più abbandonato quell’altopiano adombrato dai colossi delle Conturines e delle Tofane.

Oggi, molti di quei compagni non ci sono più, ma è ancora possibile vederli discendere nella neve fresca tra le cime più alte o ascoltare, nel silenzio delle montagne, le loro peripezie sul Piz Lavarella o sulla lontana Forcella Medesc.

Il momento peggiore era il ritorno.  Max, il proprietario del vicino rifugio, si avvicinava ad una piccola campana e tirava ritmicamente la corda del batocchio,  provocando dei piacevoli suoni acuti, con il fine di augurarci un buon viaggio, senza sapere che, in realtà, faceva nascere in noi un magone grande quanto una delle montagne vicine.

Un anno dopo, quando in pianura germogliavano i primi segni…

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