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Alessandria, via Dossena e la Chiesa di piazza Santo Stefano

di Pier Carlo Lava

Alessandria continuando il percorso del reportage fotografico percorriamo via Dossena completamente rifatta due anni fa, il lavoro di ristrutturazione e i materiali usati sono indubbiamente di qualità, ma la decisone di pedonalizzarla ha purtroppo determinato conseguenze nefaste per i commercianti della strada, inoltre a causa dei vandali gli arredi, fioriere  e sedute sono già a pezzi. Proseguendo verso il Centro che si trova poco distante, si arriva in piazza Santo Stefano dove oltre alla fontana e alla sede dell’ATC (case popolari), si trova l’antica Chiesa di santo Stefano.

La chiesa di Santo Stefano (in origine SS Stefano e Martino) è legata alle vicende dell’Ordine dei Servi di Maria. I Serviti, infatti, nel 1728 erano costretti ad abbandonare il loro primitivo convento di S. Stefano in Borgoglio per la costruzione della Cittadella, ma solo nel 1741 si autorizzò la costruzione di una chiesa nuova, consacrata infine nel 1773. Tuttavia la piccola chiesa fu destinata a sacrestia poiché non ebbe riconosciuto lo stato di parrocchia.

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Nel settembre 1802 – occupazione francese – il convento fu soppresso: per breve tempo ospedale militare poi magazzino per l’esercito, per tornare ai Serviti nel 1817. Questi lo abbandonarono per dissidi con la Curia nel 1850, sicché esso fu ceduto al demanio e la parrocchia passò al clero secolare. Pochi anni dopo, il suo ambito venne esteso al quartiere della Cittadella per cui la cura d’anime di tutti gli abitanti della fortezza è delegata alla chiesa parrocchiale dei Santi Stefano e Martino. 

La facciata in mattoni tardo barocca è irrigidita dall’incipiente neoclassicismo e mai portata a compimento. Si nota l’incompiutezza nell’assenza del timpano di coronamento. Al centro della facciata della chiesa alessandrina si apre un unico e ampio portale preceduto da una scalinata e sormontato da un timpano curvo. Anche le due nicchie rettangolari poste tra le colonne rotonde terminano con un timpano analogo ed erano destinate a contenere due statue di santi. Tra le colonne rotonde e le piatte lesene addossate alle estremità laterali della facciata sono ricavate due finestre rettangolari, che danno luce all’interno della chiesa. Una terza finestra, di impianto barocco per il profilo curvilineo misto, è situata corrispondenza del portale. Entrando in chiesa colpisce la maestà barocca del tempio a pianta rettangolare con quattro cappelle laterali. La volta d’unione tra la chiesa e l’abside pentagonale è sostenuta da quattro lesene e da quattro colonne sporgenti, che terminano con capitelli corinzi. Le ricche decorazioni delle volte sono state realizzate nel 1898. 

da: http://www.cittaecattedrali.it/