Lo scalo

di Enrico Sozzetti

Lo scalo ferroviario di Alessandria non interessa, al momento, ad alcun privato. Mercitalia (gruppo Ferrovie dello Stato) ha messo sul mercato, a inizio giugno, circa duecentomila metri quadrati di Alessandria Smistamento e centomila metri quadrati dello scalo di Novi San Bovo.

Il bando di manifestazione di interesse era aperto a operatori economici “interessati alla cessione” e all’apertura di “attività del settore terziario in grado di generare occupazione, di qualificare le risorse occupate e migliorare la capacità di competere sui mercati internazionali”.

Come sia finita, è ormai noto. Metrocargo Italia, operatore intermodale controllato da I.Log Iniziative Logistiche e che fa parte del network ferroviario e logistico che comprende anche FuoriMuro e InRail, è stato l’unico offerente per San Bovo. Mentre per Alessandria Smistamento non sono pervenute offerte.

E allora il capoluogo è definitivamente fuori dai giochi? La risposta è sì, almeno guardando all’accelerazione di alcuni processi in corso in altre aree della provincia. Se a Novi è andata a buon fine la manifestazione di interesse, a Rivalta Scrivia è stato formalizzato l’affitto del ramo d’azienda per un periodo di sei anni di Rivalta Terminal Europa a Rail Hub Europe, nuova società controllata al cento per cento da Autosped G (gruppo Gavio).

Rivalta Terminal Europa è il terminal intermodale che si estende su 250.000 metri quadrati con una capacità di movimentazione annua di cinquecentomila container. L’operazione del gruppo Gavio punta a garantire una maggiore autonomia gestionale al Rivalta Terminal Europa (Rte).

In realtà ad Alessandria qualcosa si sta muovendo, anche se rispetto allo scalo ferroviario il buio è ancora pesto. Il nuovo corso della Fondazione Slala (Sistema logistico del nord ovest d’Italia) sta cercando di recuperare il ruolo che aveva ispirato la nascita (nel 2003) della società, poi trasformata in fondazione. La filosofia cui pare ispirarsi la presidenza di Cesare Rossini non è più quella di un settore pubblico che cerca di governare i processi retroportuali, bensì di un crescente peso dei privati capaci di determinare o meno l’utilità e il successo di Slala nell’ambito logistico.

La prima presidenza di Franco Ercolani aveva cercato di fare capire che i progetti avrebbero potuto avere possibilità di successo a patto che fossero coinvolti subito, con competenza e autorevolezza, i ‘detentori del carico’ (armatori, terminalisti), ovvero coloro che decidono i percorsi, anche terrestri, del container dal porto alla destinazione finale.

Ma non c’è peggiore sordo di chi non vuole sentire e ben presto quel percorso è stato abbandonato per imboccare progettualità molto ‘politiche’ e molto meno economiche al punto che prima Slala viene trasformata in fondazione e poi arriva al punto di essere liquidata. Nel disinteresse di molti arriva, all’ultimo momento, l’estremo tentativo che coincide con la nomina di Cesare Rossini.

Cosa c’è allora nel futuro di Slala? Innanzitutto la telematica con UirNet. La societàincaricata dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture è chiamata a progettare e realizzare un sistema telematico per la gestione della logistica attraverso il coordinamento di tutti gli operatori con l’obiettivo di semplificare le attività e ridurre le tempistiche del trasporto.

Slala detiene il cinque per cento del capitale e si posiziona tra i soci di maggioranza. UirNet è in grado di collaborare con corridoi doganali, svolgere le necessarie operazioni di import ed export attraverso la piattaforma telematica, riducendo così i tempi dei controlli che devono svolgere Dogana e Guardia di Finanzia.

Nel futuro della Fondazione Slala non manca il capitolo trasporto e quello dei consulenti. Il consiglio di amministrazione di dicembre ha avuto due ospiti particolari: Pierluigi Zoncada (la famiglia è proprietaria della Line di Pavia che controlla all’85 per cento Amag Mobilità) che ha concluso l’intervento parlando della necessità “revisionare il piano urbano del traffico di Alessandria, approvato dalla giunta precedente, al fine di razionalizzare i percorsi e dare un servizio migliore ai cittadini”, e Mario e Andrea Virano.

Il primo è attualmente direttore del Telt-Tunnel Euralpin Lyon Turin (già commissario del governo e presidente dell’Osservatorio sulla Torino-Lione), il secondo opera da tempo nei settori dell’architettura, della infrastrutture e dell’urbanistica.

La logistica e la mobilità delle persone saranno i temi su cui lavorerà una commissione interna a Slala e composta da Gian Paolo Coscia per la Camera di Commercio di Alessandria; Davide Buzzi Langhi per il Comune di Alessandria; Rocchino Muliere per il Comune di Novi Ligure; Paolo Ronchetti per la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria; Federico Riboldi per la Provincia di Alessandria.

La commissione collaborando con l’ente camerale “dovrà farsi portavoce delle esigenze dei cittadini e del territorio, valutare i progetti di logistica legati alla mobilità urbana ed extra-urbana e confrontarsi direttamente con gli architetti Virano e la famiglia Zoncada”.

È ancora Rossini a ribadire che la Fondazione Slala si deve “concentrare sulla logistica della gomma proponendo di valorizzare la zona dello smistamento con la costruzione di un’area per il capolinea delle corriere ed un centro commerciale, al fine di evitare di congestionare il traffico in zona fronte stazione, e costruendo dei cavalcavia pedonali per ampliare la zona verso il fiume e quella dietro alla stazione”.

Novità anche sul fronte dei soci? Sempre Rossini annuncia che Comune di Castellazzo Bormida “ha manifestato la volontà di diventare ente sostenitore di Slala con il versamento di un contributo pari a 3.000 euro che non gli darà diritto ad avere nessun rappresentante in Consiglio di amministrazione”.

Stessa richiesta è arrivata dai Comuni di Valenza e Casale Monferrato che sarebbero interessati ad entrare nella Fondazione con un contributo di 4.000 euro “e un membro a testa nel Consiglio di amministrazione”. In ogni caso, ribadisce Cesare Rossini, adesso “è urgente concentrarsi sulla logistica delle persone e dare spazio alla logistica merci per i privati mediante la collaborazione di UirNet”. Questi gli impegni messi nero su bianco alla fine del 2017. Ora inizia la fase della concretezza, altrimenti la soluzione non sarà che la definitiva liquidazione di Slala.

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