Racconti della Controra

foto cimitero polaroid sx 70 lift off

Agosto, 1962

    La fiutavo quella voce, nell’aria farinosa della soffitta: una vibrazione cupa, vivida. Sgorgava fuori da quegli occhi adagiati su due morbidi cuscinetti di pelle. Le sopracciglia piegate come ali, ricalcate simmetricamente da due baffi ordinati che nascevano dall’ombra del naso e che lanciavano le loro punte verso l’alto, con un elegante abbozzo di sorriso. Linee leggere, parevano quasi schizzate a matita, proprio come lo scarabocchio aggraziato che solcava il retro della carta, quello con la data 1910.

Qualcosa in quel viso parlava più di tutto il resto della fotografia.

Il suo busto sbiadito emergeva tra i corpi di altre persone, quasi al centro della composizione. Il suo sguardo tuttavia pendeva lievemente verso sinistra, delineando una strana espressione sul volto – che stillava stupore, curiosità? – a prima vista impercettibile; successivamente, sconcertante. Al contrario, gli sguardi delle altre persone parevano ingessati verso un punto misterioso verso destra…

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