Chiara Saracino

Vede, dai due occhi più belli che egli abbia mai visto, scendere due lacrime che gli sembrano le più belle del creato. E come si può offendere un essere così angelico? Un barbaro, che dico, un cuore di belva non si commuoverebbe alla vista di tali lacrime? Così s’industria ad asciugarle, quelle lacrime di cielo; e a sua volta la pastorella s’industria a esprimere tutta la sua gratitudine per il gentile intervento, ma lo fa in modo così bello, così dolce, così appassionato, che il Pastore si sente perduto: ogni parola, ogni occhiata è un dardo infuocato che gli trapassa il petto. Cos’ho fatto per meritarmi che quest’angelo mi
parli così? E cosa non farei, quale servizio non renderei, quale rischio non correrei per meritarmi questo soave accento di gratitudine?

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