La storia d’amore di Anita e Neil, di Storie di vita e amore

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di Storie di vita e amore

La storia d’amore di Anita e Neil

Incipit

Incuriosita dagli spot pubblicitari che promettevano un viaggio confortevole e piacevole ad un basso costo, mi ero decisa a raggiungere Lione in pullman.

Per tutta la mattina mi ero augurata che ci fossero pochi passeggeri e, soprattutto, speravo che il posto accanto al mio restasse libero, perché non ero dell’umore adatto per sostenere un’occasionale conversazione di circostanza con lo sconosciuto di turno.

Il pullman, invece, si è riempito rapidamente e ad ogni passeggero che saliva, ero sempre più seccata e pentita della mia scelta. Quando ti ho visto incedere con la tua enorme mole nello stretto corridoio tra i sedili, ho pregato che non stessi per sederti accanto a me.

“Quant’è alto questo qui? E quant’è grosso? Gli dovrebbe essere vietato viaggiare in pullman! “pensavo, mentre tu collocavi il tuo bagaglio a mano nello spazio sopra i sedili e ti accomodavi placidamente al mio fianco con un sorriso a trentadue denti stampato sul volto ed esclamavi “Buonasera!”, con un chiaro accento straniero

“Ed è pure socievole, cazzo!”, mi sono detta, mentre cercavo di mostrare un’espressione arcigna, per scoraggiare da subito ogni tuo possibile tentativo di approccio.

“Buonasera”, ho bofonchiato rivolgendo lo sguardo verso il finestrino, così che ti fosse ben chiaro che non intendevo essere disturbata.

Tu hai estratto gli auricolari, hai chiuso gli occhi e ti sei messo ad ascoltare della musica in silenzio.

Mi sono sentita sollevata e ho cominciato a rilassarmi anch’io, mentre l’autista del pullman metteva in moto e partiva.

Il viaggio procedeva tranquillo, non c’era traffico e l’autostrada scorreva veloce sotto il mio sguardo, la neve che fioccava leggera fuori, le luci soffuse per conciliare il riposo dei passeggeri.

Ti sentivo respirare lievemente accanto a me e percepivo il calore del tuo corpo propagarsi al mio, per la stretta vicinanza cui eravamo costretti dai sedili poco spaziosi.

Mi sono scoperta curiosa di osservare meglio il tuo viso e, pensando che tu dormissi, ho cominciato a lanciarti delle occhiate furtive che si soffermavano sui tuoi occhi chiusi dalle lunghe ciglia, sulle labbra carnose messe in risalto dalla barba ben curata, sulle onde dei tuoi capelli ramati, le lentiggini sul naso, i muscoli delle braccia e i pettorali, ben delineati sotto la maglia sportiva che indossavi.

“Ehi, così mi fai arrossire”, hai esclamato all’improvviso, ma con un’adorabile sorriso divertito sulle labbra, che mi ha messa immediatamente a mio agio, dopo un primo momento di grande imbarazzo per essere stata colta di sorpresa, mentre ti spogliavo con gli occhi.

Completamente disarmata dal tuo sguardo così aperto e sincero, ho concluso che chiacchierare con te non mi sarebbe dispiaciuto affatto e ho iniziato a raccontarti di me e tu di te, stupita di come le nostre parole scivolassero facilmente, riempissero gli spazi vuoti, vibrassero dentro di me risvegliando sensazioni sopite da tempo, proiettandomi in un’intimità che non credevo fosse possibile condividere con qualcuno, figurarsi con uno sconosciuto! Mi sono risvegliata qualche ora dopo a Lione.

In un meraviglioso stato di dormiveglia, continuando a tenere gli occhi chiusi, con il viso affondato tra la tua spalla e il tuo collo, respirando il tuo profumo e il tuo calore, ho pensato : “ tra queste braccia, voglio restarci per sempre”.

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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