di Lia Tommi,  Alessandria 

La Giornata  della Memoria è  stata celebrata oggi al Museo Etnografico della Gambarina,  con il ricordo di Leone Sinigaglia,  musicista ebreo morto  di infarto durante l’arresto, nel 1944.  È  importante, come ha affermato il violinista  Maurizio Cadossi,  ricordare  e ascoltare sempre questi musicisti,  altrimenti è  come se fossero di nuovo relegati nel ghetto. Assieme al prof.  Cadossi,  il concerto è  stato eseguito dal prof.  Roberto Beltrami al pianoforte.

Leone Sinigaglia, torinese, nato nel 1868, fu  musicista,  compositore,  docente del Conservatorio di Torino,  profondo conoscitore della musica popolare piemontese, e morì  a Torino per un attacco cardiaco il 16 maggio  1944, quando le milizie fasciste irruppero all’Ospedale Mauriziano dove si era nascosto con la sorella  Alina, per prelevarlo e deportarlo. La sua musica,  molto influenzata inevitabilmente  dall’insegnamento  di Brahms,  comprende brani per pianoforte e violino, strumento simbolo per gli ebrei, che ne evidenziano principi musicologici,   ma anche esoterici, e si pone quindi come specchio dell’anima ebraica.

Sono stati eseguiti tre pezzi romantici dell’opera 12, in cui si coglie la sua conoscenza della musica popolare. A seguire alcuni pezzi romantici delle opere 13 e 25, mirabilmente  eseguite, con effetto emotivo molto intenso. Quindi l’Adagio alla Sonata, composta nel 1936, di grande impatto,  definita dai musicisti “ciclopica,  monumentale “.

Un pubblico attento ha seguito e applaudito questo concerto , dedicato a una figura di compositore che va approfondita e valorizzata, anche attraverso  l’ascolto del CD, che oggi veniva presentato.