Marco Bozza

di Marco Bozza

Dialogo immaginario tra me e Virgilio sull’attuale situazione italiana…

Sì ad affanno
In su lo monte
A mirar valle
Ormai a l’occhi perduta
Ch’a la vetta
Cammin n’era sicuro
E lo maestro tenea ne le vesti.

Quando mio piè
Fu a l’orma attento dissi:
O saper vivente
Tu che m’hai portato
A saper le stelle
Dimmi dunque come
Color antico a la somma vetta
Non appare
E tricolor spento
Co lo becer toscano more?

Ed elli a me:
Povera patria
Inneggiò in suo
Linguistico maneggio
Il cicilian Franco
E da allor niuno volta
Lo capo innanzi
Se non a mirar le proprie suole.

Sì dunque saper
È assai perito
Tra italiche genti
Come puoi pensar
A lo futur non smarrito?

Celestial porta
A noi in patria n’è concessa
Che grandezza immane
Tutti a l’antico han vissuto
Su l’onde lontane.

Dunque d’oggi tra Rai
E finimondo
Albeggia il vociar del tonto
E tal punizion e lo schiaffon
Che lo stival porta a fondo
Ch’a salir su la navicella
Son sempre li stessi visi
Grassi e mai tisi.