Alina

di Le FAVOLE di ROSA (di Rosa Cozzi)

“ Alina la bimba che voleva saltare alla corda “
C’era in una grande città una bimba che abitava in una casetta piccola piccola, che aveva un grande prato verde davanti, e vedeva solo le facciate dei grandi palazzi che circondavano la sua casetta.
Sognava di abitare sul tetto di uno di quei grattacieli,per poter ammirare e vedere nuovi orizzonti, e capire come era fatto il mondo.
Passava le sue giornate a sognare e fantasticare su come avrebbe potuto salire su quei tetti, e toccare le stelle che brillavano nel cielo.
Ma la realtà era che Alina, la piccola sognatrice, era costretta a stare su una sedia a rotelle, perché era nata con un problema alla schiena, che solo un intervento in un paese lontano l’avrebbe risolto,ma l’intervento era costosissimo, e i suoi genitori non avevano di che pagarlo, erano dei poveri operai e non potevano pagare, c’era però il medico che la curava che spronava tutti ad essere ottimisti,dicendo che Alina avrebbe camminato presto.


La sua mamma la vestiva e la pettinava con dolcezza, e l’abbracciava con amore.Il papà era sempre attento al che la piccola Alina avesse sempre i suoi amati libri vicino a lei, e l’aiutava a fare i compiti, per non farla sentire estranea alla loro vita, la portava sul prato, e la faceva girare veloce. Alina rideva felice,e chiedeva al suo babbo di continuare fino a farle girare la testa.
Alina sognava sempre di saltare alla corda, e di correre sui prati come tutti gli altri bambini della sua età, ma restava in silenzio e non si lamentava mai. Era una bimba buona e brava, studiava tanto perché voleva diventare una dottoressa e curare i bambini malati come lei.
Nelle notti in cui il cielo era terso e stellato, e il riverbero della luna rischiarava i tetti, stava ore e ore a guardare le diverse fasi che la luna compieva, ogni giorno diventava sempre più rotonda e ogni volta la piccola Alina,sperava che un miracolo accadesse.
Una notte in cui la luna aveva tutto il suo chiarore, e la sua faccia era grande grande,Alina la guardava meravigliata, e aspettò tanto tempo che la luna scomparisse dietro un palazzo altissimo, accadde che si addormentò davanti alla finestra.
E allora sognò e incominciò a volare con uno strano ombrello, che ubbidiva ai suoi ordini, bastava che pensasse di salire, ed ecco che l’ombrello saliva, pensava di scendere ed ecco che l’ombrello scendeva.
Allora ebbe una strana idea, e pensò “ora posso andare sui tetti ad ammirare il mondo, e toccare tutte le stelle del firmamento “, ed ecco che lentamente incominciò a salire,e a mano a mano che saliva vedeva cose nuove, vedeva i balconi fioriti, le persone che andavano e venivano giù nella strada, e sentiva il suo cuoricino battere forte dall’emozione.
Arrivata in cima del grattacielo più alto,si sentiva libera e leggera,la tentazione di andare ancora più sù era tanta, ma si rese conto di come era vasto il mondo, e con un pizzico di apprensione pensò “ come potrei vivere in questa grande città? “.
Ci pensò ,e ripensò, e allora ordinò all’ombrello di riportarla giù dai suoi genitori,che l’amavano tantissimo.Non era ancora arrivato il momento magico di andare via.
Alina si sveglio da quel sonno, e si rese conto che era stato solo un sogno,e lentamente si adagiò nel letto,e si riaddormentò. Sarebbe arrivato presto quel giorno speciale che l’avrebbe premiata per la sua dolcezza e la sua bontà…

di Rosa Cozzi

da ” Ci sono ancora le favole “

DL. 1941/633