Chi dorme non piglia pesci, cosa significa?

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da Redazione

Anche questo è un antico proverbio italiano che è quanto mai attuale, significa che chi rimane in ozio senza lavorare non ottiene nulla, dato che nessuno ti regala niente.

Un proverbio che prende ad esempio l’attività del pescatore che deve sempre stare attento e pronto se vuole prendere i pesci da portare a casa. Continua a leggere “Chi dorme non piglia pesci, cosa significa?”

Laboratorio didattico alla mostra di Aqua Aura, di Lia Tommi 

di Lia Tommi, Alessandria 

La mostra dell’artista Aqua Aura, che è  stata prorogata  fino all’11 febbraio, a Palazzo Cuttica e Sale d’Arte, ha ospitato un interessante laboratorio artistico, condotto  dalla studentessa Jetmira Hasaj, con due classi quinte della scuola  primaria “De Amicis “.  Il progetto è  stato realizzato nell’ambito della sua tesi di laurea ‘I mondi enigmatici di Aqua Aura. Tra realtà,  scienza e metafisica. “, che sarà  presentata  presso l’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia , con relatore Matteo Galbiati.  I laboratori prevedevano l’attività su due opere: :”Tre great sea  of Shadows “,  a Palazzo Cuttica, e ” Equilibrium  Constant” nelle Sale d’Arte e riproponevano  i processi creativi di Aqua Aura.

I “cerchi d’acqua” sono le associazioni possibili tra le opere e il vissuto di chi le osserva, invece le molecole di lacrime di “Tre great  sea  of Shadows “, hanno condotto i ragazzi in un viaggio attraverso  le emozioni, che hanno poi espresso su lucidi,  creando così le loro lacrime. Dai singoli lavori è  nata un’opera collettiva,  grazie all’utilizzo della fotografia.

Il percorso è  state valutato in modo molto positivo da insegnanti e ragazzi, essendo interessante e di stimolo  alla creatività  e alla riflessione emotiva.

“ MAMMA CHIOCCIA E I SUOI PULCINI “, di Rosa Cozzi

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Le FAVOLE di ROSA

“ MAMMA CHIOCCIA E I SUOI PULCINI “
Dovete sapere che, lontano dalla città, in campagna, dove ci sono tanti prati verdi e tanti papaveri , c’è la grande fattoria di Cesco il contadino.
Come ogni mattina apre il pollaio e lascia uscire il Papà gallo, che appena é fuori lancia tre volte il suo “ chicchirichì ” maestoso e nero come il carbone,e con la sua coda che ha lunghe piume variopinte, é sempre impettito e battagliero.
Esce anche Mamma chioccia, tutta bianca e ben grassottella, ma sempre attenta ai suoi pulcini, che curiosi di esplorare l’aia vanno correndo di qua e di là, raspando e scavando il terreno,cercando lombrichi da spartirsi, e semi da becchettare, ma le fanno girare la testa come una trottola.
C’é tra tutti i suoi pulcini bianchi, un pulcino di nome Nerino , che é sempre con la testa tra le nuvole, con il suo “ pio,pio,pio” chiede aiuto ai suoi fratellini perché é piccolino e fragile, non riesce mai a stare dietro a loro che lo sorvegliano e lo proteggono.

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10. Latte di spalla e latte di cuore: una manipolazione simbolica 

Cristalli in Ombra

Buonasera!

Il primo argomento di Antropologia che intendo proporvi è ciò che vedete scritto nel titolo. Avete capito bene. So che può risultare strano leggere “latte di spalla e latte di cuore” ma siamo qui per questo, no? Per imparare e per approfondire.

Intanto, una piccola premessa: gli argomenti di cui parlerò saranno tratti da un libro in particolare, almeno per il momento. Mi riferisco al libro in lingua francese intitolato “Les fluides d’Aristote: lait, sang et sperme dans l’Italie du Sud” (“I fluidi di Aristotele: latte, sangue e sperma nell’Italia del Sud”) di Salvatore D’Onofrio, antropologo e insegnante di Antropologia e cultura materiale presso l’Università di Palermo. Vi domanderete il motivo per cui non sia scritto in italiano. Ebbene, l’autore è una persona piuttosto influente in Francia e per tale ragione ha scritto diversi libri in francese, ma naturalmente anche in italiano.

Innanzitutto: perché ci si riferisce ad Aristotele?…

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11. Eryngium alpinum

Cristalli in Ombra

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Buonasera!

Come promesso, volevo condividere con voi il piacere di approfondire un argomento al giorno d’oggi molto trascurato: il mondo della botanica. No, non intendo avere un approccio scientifico. Voglio solo fare come un viandante che percorre antichi sentieri di montagna e si imbatte come per caso in meraviglie di cui ignorava l’esistenza.

E se anche voi foste dei viandanti che viaggiano attraverso le Alpi, sicuramente vi imbattereste in questa creatura quasi magica: è l’Eryngium alpinum. Viene chiamata anche la Regina delle Alpi, poiché è divenuta per la sua bellezza un vero e proprio simbolo di quest’area climatica. Cresce in terreni liberi, dove non vi sono altri arbusti. Anche se può sembrarlo, non è un fiore unico, ma quest’effetto è dato dalle tante “brattee” di colore blu e violetto. Le brattee sono quegli elementi dall’aspetto spinoso e flessibile che si vedono nell’immagine. Questi fiori sbocciano da metà estate all’inizio dell’autunno…

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12. Casa

Cristalli in Ombra

Fuori il vento soffia prepotente,
La pioggia picchia sulla finestra,
Mentre io e te siamo stretti
L’un l’altra;
Il tuo calore e il tuo respiro
Mi pervadono;
Il profumo della tua pelle,
Così dolce e intenso;
Ad avvolgerci una coperta
Ma a me bastano le tue
Braccia per sentirmi al sicuro;
Sole che scaldi i miei giorni
E le mie notti;
La luce soffusa illumina il
Tuo volto, i tuoi occhi splendenti come diamanti,
Ed io inizio a sognare;
La tua voce è una soave melodia
Che ascolterei per ore;
Sei affascinante inverno, sei l’alba
Che risveglia, sei casa;
Una casa alle quale voglio
Sempre far ritorno”. 

Giulia 

© Antonio Gaeta & Giulia Di Fresco 2018

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“ CI VUOLE UN AQUILONE “, di Rosa Cozzi

ci vuole

Le FAVOLE di ROSA

“ CI VUOLE UN AQUILONE “
C’era una volta in una città resa grigia dal fumo delle ciminiere, e dai numerosi comignoli delle case, un vecchio signore,si chiamava Cesiro e aveva i capelli e la barba bianchi come la neve, che cadeva d’inverno sulle alte montagne.
Fabbricava da quando era piccolo piccolo, aquiloni colorati e variopinti, ne aveva costruiti migliaia e migliaia, e aspettava sempre nel suo piccolo atelier,di sentire tintinnare la campanella, che avvertiva della presenza di qualche cliente bambino. Ormai era rassegnato, gli aquiloni non si vendevano più, soppiantati dai giochi elettronici individuali, e la vana ricerca di animaletti virtuali.Giorno dopo giorno costruiva sempre meno quei meravigliosi aquiloni,cercava sempre di trovare un soggetto nuovo,qualcosa che non aveva ancora costruito, aveva draghi, pesciolini, farfalle, sommergibili, fiori, e frutti, tutti coloratissimi e preziosi.

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Nel team per lo sviluppo della terapia genica contro la leucemia, c’è un medico tortonese

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Un piccolo paziente è stato salvato nell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, grazie anche all’apporto di Mattia Algeri, che da tre anni lavora nell’equipe del professor Locatelli

Un bambino di 4 anni malato di leucemia è stato curato con successo all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma con una terapia genica sperimentale: il suo cuore, piccolo ma consapevole della difficile sfida che la vita gli ha chiesto di affrontare, è gonfio di speranza e probabilmente ora sorride, insieme a quello dell’équipe del dipartimento di onco-ematologia pediatrica guidata dal professor Franco Locatelli. Orgoglio tutto italiano, di cui fa parte anche il medico tortonese Mattia Algeri che, a 34 anni, condivide con i colleghi dell’intero dipartimento questa grande soddisfazione.  Il bimbo sottoposto a questa sperimentazione, legata all’innovativa tecnica di manipolazione delle cellule del sistema immunitario per combattere il cancro, è il primo paziente italiano curato con questo approccio rivoluzionario. «Questa metodica è stata inventata per la prima volta nel 2012, al Children Hospital di Philadelphia – spiega il dottor Algeri -. Il gruppo di ricercatori del nostro ospedale è partito da lì e, dopo un lavoro durato 3 anni, l’ha modificata geneticamente, sviluppando un protocollo nostro ed accademico, cioè non sponsorizzato da case farmaceutiche.  Sono stati effettuati test preclinici che rendessero efficace e sicura la procedura: i linfociti T – le cellule fondamentali per la risposta immunitaria – sono stati prelevati dal nostro piccolo paziente e poi modificati attraverso un ricettore sintetizzato in laboratorio». Il gruppo clinico di cui fa parte Mattia Algeri ne ha poi gestito l’infusione: un percorso lungo, che richiede tempo per la lavorazione delle cellule e che nei prossimi mesi sarà intrapreso da diversi bambini. Negli Stati Uniti un trattamento del genere costa circa 400.000 euro. In Italia, grazie al ministero della Salute, regione Lazio e l’Associazione italiana ricerca contro il cancro che hanno finanziato lo studio, questa terapia è stata somministrata gratuitamente. «A breve procederemo con una seconda infusione in un altro bambino – prosegue il medico tortonese -: sono fiero di essere qui e di essere parte di questo immenso progetto. Sono grato al professor Locatelli, che 3 anni fa mi ha offerto la possibilità di raggiungerlo nella capitale (Mattia aveva intrapreso la specialità al termine della laurea in Medicina all’Università degli Studi di Pavia, ndr) ». Il passo successivo sarà applicare questo trattamento, che ora permette di attaccare ed eliminare completamente le cellule cancerogene presenti nel sangue e nel midollo, anche ai tumori solidi. E mentre il bimbo di 4 anni, cui anche Mattia è particolarmente affezionato, può riprendere in mano la sua vita e tornare presto all’asilo, al Bambin Gesù hanno già puntato un altro nemico da sconfiggere: il neuroblastoma, molto aggressivo in età pediatrica.  Continua a leggere “Nel team per lo sviluppo della terapia genica contro la leucemia, c’è un medico tortonese”

IL MIRACOLO DI NATALE DEL PICCOLO ZUFOLAIO, di Rosa Cozzi

Il miracolo

Le FAVOLE di ROSA

<< IL MIRACOLO DI NATALE DEL PICCOLO ZUFOLAIO >>

Viveva sulle colline di Bethlemme, tanto. ma tanto tempo fa, più di mille e mille anni, un bambino nato muto dalla nascita, molto povero, guardava
le pecore, mentre il suo papà andava in paese a vendere il latte e il formaggio…..
Quella sera, Joshua, così si chiamava, era solo seduto sulla panca vicino al fuoco, aveva fame, ma aspettava suo padre che tornasse, e che portasse un poco di pane.
Come tutte le sere ,provava a suonare con un piccolo zufolo che suo padre gli aveva costruito con le sue mani, che con tanto amore e pazienza gli aveva insegnato a suonare.
Era molto tardi, ma Joshua non aveva paura, non sentiva nessun rumore, e se qualche malintenzionato fosse entrato nella casupola non l’avrebbe aggredito.
Con le sue piccole dita sapeva suonare delle meravigliose melodie, e tutte la gente che passava davanti alla sua casupola si fermava ad ascoltare incantata.

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Sci, Coppa del Mondo: super Goggia seconda in discesa, la Vonn fa 80

A Garmisch l’azzurra è seconda a 2/100 dalla statunitense che si avvicina ancora al record di Stenmark, terza l’austriaca Huetter

Sofia Goggia torna sul podio. Dopo le tre uscite di fila (tra Cortina e Lenzerheide) l’azzurra nella discesa di Garmisch è seconda, staccata di soli 2 centesimi (sono 60 centimetri dopo 2180 metri di pista) da Lindsey Vonn, la più veloce in 1’12”84. La statunitense ha firmato il sorpasso con un finale irresistibile, da +8/100 a -2 per l’80° successo in carriera, un altro passo avanti verso il record di Ingemar Stenmark (86).La Vonn e la Goggia si sono abbracciate sul traguardo, anche nella prima discesa di Cortina erano finite ai primi due posti, con l’azzurra davanti alla statunitense di 47/100. L’azzurra consolida il primato nella graduatoria di specialità con 349 punti contro i 306 della stessa Vonn e i 298 di Tina Weirather, settima nella graduatoria odierna, a due sole prove dalla conclusione. Continua a leggere “Sci, Coppa del Mondo: super Goggia seconda in discesa, la Vonn fa 80”

January Auction A Huge Success

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INTRODUCTION

James and Sons had their first auction of 2018 on Wednesday, and this post tells the story of that auction. 

TUESDAY – SET UP

Most of the setup work for the auction was accomplished on Tuesday. First, some stock had to be cleared away from the tables that were to be used for the auction, and then the stock we brought down (lots 1-488, after which would be taking a break, and might bring down the second half lots if it seemed necessary) was laid out on one table, and the IT setup completed on the other. I did a preliminary test to make sure that all was working.

THE AUCTION

Everything went smoothly on the morning of the auction, and we started as intended at 10 o;clock. Lot 7, a small collection of Masonic medals, with a modest estimate of 30-50 ended up selling for £200.

7 Lot 7…

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Healthy beginning: Finding inspiration and motivation

Whisper

Hello, guys! How are you? So, in my today’s post we will be talking about finding inspiration and staying motivated. I decided to write this post because recently I’ve started leading a healthier lifestyle. I’m not doing this to lose weight (although it would be a big plus to lose several kilograms), but the main […]

via Healthy Beginning: Finding Inspiration — A Booknerd Travels

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Cara, ti vedo ingrassata.

OK COME SEI

downloadLe donne sanno essere stronze e come loro nessun altro. La cultura popolare non avrebbe mai dovuto diffondere l’idea che ci fossero 7 donne per ogni uomo. Questo luogo comune statistico ha letteralmente innescato il panico in decine di generazioni di donne  che da tempi immemorabili votano la propria esistenza alla reciproca diffamazione per scongiurare lo spauracchio dell’estinzione.

Stupido e faticoso. Questa la mia opinione a riguardo, semmai ci fosse qualcuno a cui potrebbe interessare. Ma inevitabile. Almeno così sembrerebbe.

I segnali più forti di quest’atavica competizione vengono fuori nei momenti positivi della vita, perché se il tuo ragazzo ti molla all’altare, la tua gatta fugge e ti vengono le smagliature sono tutte miele e sorrisi, smodata complicità adolescenziale ed interminabili conversazioni notturne in chat.

Quando le cose ti vanno bene no.

Se hai azzeccato il taglio di capelli “peccato ti metta in evidenza il naso aquilino”,

se dopo sacrifici…

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I ricordi vanno stampati, non solo nella memoria

OK COME SEI

Qualcuno molto importante un giorno disse che ci stiamo lasciando dietro un deserto digitale.

Dall’avvento della fotografia pret a porter da cellulare ci riempiamo di immagini di bassa qualità,non siamo più capaci di selezionare ma ciò che è peggio dimentichiamo o rimandiamo il momento in cui stamperemo i ricordi su un supporto diverso col rischio di perdere tutto al primo problema con il device.

Ad esempio il novanta per cento delle foto del mio periodo universitario sono andate perdute quando un amico ha fatto cadere dalla scrivania il suo hard disk esterno. Un secondo per cinque anni di vita e puff.

Non voglio che i ricordi più belli

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dei miei figli facciano la stessa fine, per questo mi sono ripromessa di stamparne il più possibile magari in un formato più pratico e carino delle classiche fotografie.

Per questo ho subito approfittato dell’opportunità che da in questi giorni Saal Digital di…

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