“ COSI’ NACQUERO ALTRE STELLE”, di Rosa Cozzi

così nacquerò

Le FAVOLE di ROSA

“ COSI’ NACQUERO ALTRE STELLE”

Dovete sapere cari bambini che nei tempi che furono,tanto ma tanto tempo fa,vivevano ed erano vicini di casa di Babbo Natale,nonno Biagio che aveva i capelli candidi come la neve,e un cuore buono e grande come il mondo,e custodiva tutto l’amore che gli umani come lui,sentivano verso chi amavano,e sapeva fare cose meravigliose con le sue mani.

Con lui vivevano i suoi due nipotini,Rosella dai biondi riccioli ribelli e dagli occhi blu,limpidi come le acque cristalline di un lago di montagna,ma tenera e dolce come un biscotto allo zenzero,e Gigino l’ometto di casa,che senza protestare ubbidiva alla sorellina che lo comandava a bacchetta,”

Gigino,spingimi forte,voglio volare in alto e prendere tutte le stelle del cielo” urlava lei,se era

sull’altalena,“ Gigino, ancora più forte, voglio arrivare sull’arcobaleno e scivolare sui suoi colori” quando dopo un temporale si formava nel cielo.Ogni giorno lo passavano giocando,e studiando,e ogni giorno chiedevano a nonno Biagio su quale stella fossero i loro genitori,che erano volati in cielo per aiutare il buon Dio,a far lucidare e brillare le stelle, affinché brillassero ogni sera,per tutti i bimbi rimasti senza mamma e papà. Nonno Biagio che amava più del sole che scalda tutto l’universo i suoi nipotini, cercava con mille racconti di non far mancare l’affetto e l’amore dei genitori se fossero stati ancora qui sulla terra, li abbracciava stretti a se,e li coccolava cercando di proteggerli.

Una sera che era piovuto tutto il giorno,e poi la pioggia si era tramutata in grossi fiocchi di neve, Rosella era inquieta,non riusciva a stare ferma, girava come una trottola, e mugugnava da sola. Gigino la seguiva passo dopo passo. Nonno Biagio cercava di capire qualche parola per risolvere il problema, sentiva venire una crisi di pianto, come era già successo altre volte,aveva il cuore stretto dal dolore,era impotente contro il destino crudele che aveva privato i suoi nipotini delle presenze amate.E si chiedeva cosa potesse inventarsi per sollevare i piccoli dalla sofferenza.

Pensa che ti pensa, ebbe un’idea. Andò in cantina, rovistò tra le scatole tutte ben tenute, e alla fine la trovò, eccola..! esclamò…

Risalì in casa, chiamò Rosella sempre più agitata, e Gigino sempre attaccato alla sorellina, e disse: bimbi miei dobbiamo aiutare i vostri genitori.Mi hanno chiesto di portare loro questo spicchio di Luna, potete aiutarmi?.I bimbi dissero subito di si, e detto fatto si misero a lucidare insieme al nonno lo spicchio di Luna, che era custodito da tanto tempo nello scrigno di legno. L’aveva costruito nonno Biagio per suo figlio,il papa dei piccoli, quando era ancora bambino e guardava sognando per ore la Luna…Si misero di buona lena a lucidare, strofinare, e sfregarono fintantoché, non lo videro brillare, ed illuminare tutta la casa.Ultimata l’ultima strofinata, nonno Biagio disse che era ora di appendere la Luna in cielo, così mamma e papà vedranno quanto siete cresciuti, ne saranno felici, e vi manderanno il bacio della buona notte.Rosella con piglio da grande disse “ No andrò io, voglio che la mamma sia fiera di me, e veda Gigino quanto è cresciuto”. Nonno Biagio acconsenti ma le raccomandò di stare attenta a non cadere.E l’avventura incominciò. Salì per prima Rosella per fare luce con la lanterna sulla scala di corda, che come per magia era scesa dal cielo, poi Gigino che aspettava che il nonno gli passasse lo spicchio di Luna, che brillava sempre di più, mano a mano che saliva sempre più in alto.Arrivato in cima, passò lo spicchio di Luna alla sorellina, che con uno lancio mandò la Luna tra le due stelle più brillanti del firmamento, e fu tutto un luccichio di mille e mille luci nel cielo.Ritornati giù sulla terrazza, si misero a guardare col naso all’insù, aspettarono, e aspettarono, senza sapere cosa aspettavano.

Ma ad un tratto tutte le stelle si riunirono in conciliabolo,e decisero di premiare questi due bravi bimbi.Detto fatto, ed ecco che le due stelle più brillanti vicine allo spicchio di Luna,mostrarono il viso di mamma e papà, e al grido di gioia di Rosella e Gigino, incominciarono a cadere mille e mille stelle, che abbracciando i due fratellini davano loro mille e mille baci, mandati da mamma e papà, che ridevano e saltavano di felicità.Nonno Biagio,prese per mano i suoi adorati nipotini, li porto nella loro cameretta, e li mise a letto, e Rosella e Gigino dissero “ Grazie nonno del bel regalo che ci hai dato “. E si addormentarono felici e beati…

di Rosa Cozzi

da ” Ci sono ancora le favole “

DL: 1941/633

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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