di Lia Tommi, Alessandria 

“Faccio una strage , ecco il delirio di Luca Traino,  28 anni , di Tolentino,  che sabato 3 febbraio,  a partire dalle ore 11, ha tenuto in un assedio di terrore,  per un’ora e mezza,  la città di  Macerata,  esplodendo colpi di pistola dalla sua Alfa 147 nera in corsa.   Il suo raid comprende la via dove abitava il presunto assassino nigeriano di Pamela Mastropietro, la ragazza fatta a pezzi,  e di cui Traini si è dichiarato giustiziere,  colpendo a caso alcuni immigrati per strada. A terra restano sei persone, 5 uomini e una donna, tutti dell’Africa Subsahariana,  tra i 21 e i 33 anni, di cui due con ferite gravi.

Quando viene arrestato,  il giovane,  alto 1,80 m, fisico  atletico, capelli rasati, si toglie il giubbotto, si avvolge nel tricolore e, salito sul vicino monumento ai Caduti, si volta facendo il saluto romano.

“Ho fatto quello che andava fatto”, afferma al suo arrivo in caserma, convinto che il suo comportamento, pieno di odio, sia giusto e giustificabile. È vicino agli ambienti di estrema destra, ed è  stato candidato alle elezioni amministrative di Corridonia nelle liste della Lega Nord,  col risultato: zero voti.

Persino la mamma di Pamela Mastropietro, fa sentire la sua  voce per affermare  che non si può  rispondere alla barbarie  con altra barbarie.

Ma questo ragazzo  ha assorbito completamente  il clima di odio e di intolleranza  che si respira  per le strade,  in televisione. Il clima di esasperazione , istigazione alla violenza, razzismo indiscriminato,  che non conosce distinzione tra persone che hanno diversi stili di vita e con cui non si può  fare di ogni erba un fascio.

È  tra chi, come Traini, cresce in un disagio psicologico  e sociale, che va a insinuarsi il seme della sfiducia  nella giustizia, che porta a ergersi a giustiziere.

Mai  e in nessun luogo  questo fatto di ordinaria follia, compiuta da chi non è  in grado di  ragionare  razionalmente,  va strumentalizzato  in una campagna elettorale.

Bisogna invece lavorare nell’ambito della formazione, per evitare che ancora si diffondono questi germi di violenza,  queste mentalità  estreme .