"Strane cose", il blog di Ettore

I libri sono da prescrivere: come le vitamine E non prendiamocela con i serial

Racconto ad Antonio Sellerio che sul treno Genova-Roma mi si è seduto di fronte un giovane tatuato, anche nelle nocche, con le scarpe fosforescenti e i pantaloni neri della tuta e che, senza volerlo, il mio cervello lo ha classificato un po’ tamarro. Poi però quel giovane ha tirato fuori dallo zaino un libro. Lo ha aperto in una pagina segnata con l’orecchietta, si è messo a leggere e non ha smesso più. Era Bel Ami nell’edizione Feltrinelli. E allora… «…E allora hai capovolto il giudizio. Hai deciso che era migliore del suo vestito e dei suoi tatuaggi o hai cambiato parere anche sui tatuaggi?».
Anche i tatuaggi mi sono diventati amici quando ho scoperto che era pure gentile. E su “Bel Ami” torneremo alla fine.
«I tatuaggi ormai non significano nulla. Ma il punto è…

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