Cantiere poesia

La chiamava Mozart
Per i capelli che portava
Voluminosi con un codino
E forse anche perchè
Amava la musica
Le diceva che lei doveva
Fare la psicologa
Lei non capiva e lui diceva
Perchè capisci la gente
Viveva nel borgo di sasso
Se ne stava sempre in casa
Con l’aria mesta e rassegnata
E a chi glie ne chiedeva il motivo
Lui sempre diceva un po’ ridendo
Aspetto la morte
Strano per uno di vent’anni

Poi conobbe l’amore
Com’è bella
Mi diceva sempre di lei
Era bellissima com’è l’amore
Bionda occhi verdi attiva
Ti travolgeva nelle sue cose
La mia amica dall’infanzia
Per un po’ con lei fu felice
Poi come spesso accade
Finì

Non lo vidi più
Per lungo  tempo
Si era trasferito di casa
Dai parenti in Toscana
Mi venne voglia di sentirlo
Ma non rispondeva mai
Un giorno la sorella
Mi disse al telefono
Moreno non c’è

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