Dalla mia tazza di tè

la_macchia_umana

“[…] Les era già tornato a sedersi sul suo secchio; col gelido candore del lago tutt’intorno a quella macchiolina che era un uomo, l’unica traccia di una presenza umana in tutta la natura, come la croce di un analfabeta su un foglio di carta. Ecco, se non tutta la storia, tutto il quadro. Solo raramente, alla fine del nostro secolo, la vita offre una visione pura e pacifica come questa: un uomo solitario seduto sopra un secchio, che attraverso quaranta centimetri di ghiaccio pesca in un lago le cui acque si rinnovano continuamente in cima a un’arcadica montagna dell’America.”

Così si conclude La macchia umana (The Human Stain), uscito nel 2000 negli Stari Uniti e l’anno dopo da noi per Einaudi. Ma il quadro non inganni: se nell’immagine finale il pescatore solitario sul lago ghiacciato è una “macchiolina” insignificante che si perde nel “gelido candore” di “un’arcadica montagna…

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