Al vicepresidente replica Lino Balza: Medicina democratica c’est moi.

Balza lino

Lino Balza risponde a Marco Caldiroli, vicepresidente di Medicina Democratica.

Replica su Alessandria Today

In Medicina democratica c’era una volta una “Lista Soci” democratica, nella quale potevano interloquire tutti. E’ stata abolita. Oggi abbiamo una newsletter ad uso privato, di Marco Caldiroli, dove può scrivere solo lui o chi decide lui. Caldiroli, che non avrebbe nessun titolo a monopolizzare la newsletter (per Statuto il vice presidente ha l’esclusivo compito di sostituire il presidente in caso di momentanea assenza, e non abitualmente in toto) il plenipotenziario Caldiroli, sfruttando il molto tempo libero che gode durante l’orario di lavoro, sull’ultima sua  newsletter su AlessandriaToday mi ha pubblicamente insultato: di “operare discredito nei confronti di Medicina Democratica”.

Medicina democratica c’est moi.

Da 40 anni Balza è: Medicina democratica, o viceversa se dir si vuole, Balza è sinonimo di Medicina democratica, dentro e fuori Alessandria, quando scrivo non ho bisogno dell’etichetta Medicina democratica, mi firmo Lino Balza: basta e avanza. Dunque, se io sono Medicina democratica, potrei denigrare me stesso? 50 anni di lotte sulla mia pelle? Contraddizione in termini.

Infatti io non denigro (sinonimo di calunniare) Medicina democratica bensì denigro (sinonimo di criticare) chi la dirige, chi dovrebbe essere sostituito per il bene di Medicina democratica che, sulla soglia dei 200 iscritti dopo 40 anni, avrebbe bisogno di essere rifondata come Movimento di lotta per salute, quella di Giulio Maccacaro.

Da tre Congressi lo dico, e non da solo, sono più di due anni che faccio proposte precise (e discutibili?), e non come scrive Caldiroli  “sono due anni che tenta di screditare Medicina democratica”.  Medicina democratica è screditata perché diretta da personaggi come lui, che la usano come etichetta e… altro.

Come viene usata Medicina democratica l’ho denunciato più volte: è in atto una mutazione genetica quale Studio Legale. Da chi viene usata: parlano anche le cifre dei rimborsi (che ho pubblicato).  Per rifondarla quale Movimento di lotta: bisogna assolutamente sostituire alla oligarchia  la direzione delle Sezioni territoriali: come da Statuto.

La newsletter di Caldiroli conclude “Ricordiamo che le persone titolate a rappresentare Medicina democratica ed esprimere valutazioni sui procedimenti giudiziari ove siano parti civili, sono il presidente Piergiorgio Duca e il nostro responsabile per le vertenze Fulvio Aurora”.   In questa chiusa sta tutta la concezione che il presidente Duca, con Caldiroli  Aurora, hanno della democrazia. Sono loro che decidono, per tutti. Tutti gli altri zitti e mosca, altrimenti sono disfattisti.

Infatti hanno impedito che, su come procedere in Appello Solvay, si esprimessero i Soci della Sezione e le Vittime. Hanno rifiutato (e continuano a rifiutare) di convocare ad Alessandria il Direttivo e l’Assemblea dei Soci. Sapendo che sarebbero stati presi (metaforicamente)  a legnate perché non c’è nessuno informato che non  consideri un tradimento non impugnare l’assolutoria sentenza di primo grado, un tradimento non  fare ricorso a fianco del Pubblico Ministero per sostenere il dolo, un tradimento fare cassa con gli avvocati mentre si elemosinano insultanti centesimi ai morti e agli ammalati e neppure una lira alla bonifica (avvelenamento delle acque invariato).

Le parole scritte dall’avvocato (Laura Mara) sono scolpite sul marmo: “Non è  mia intenzione impugnare la sentenza  in Appello, chiederò la conferma della sentenza di primo grado, , la sentenza contiene criteri equilibrati per quanto riguarda le statuizioni civili”.

Facciamo finta che non sia successo niente? Censuriamo? La mia informazione (clicca qui, ad esempio) invece è andata a decine di migliaia di persone in tutta Italia, tramite il nostro blog e la nostra mailinglist, e loro tramite a decine di giornali cartacei e on line, nonché Blog e Reti. Questo è giornalismo.

Questa è democrazia, cari Caldiroli Duca Aurora, se vi considerate discreditati (sinonimo di disonorati) è farina del vostro sacco. Non mi hanno imbavagliato Montedison Solvay Michelin vorreste riuscirci voi? A suon di insulti? Non dovreste invece  recuperare dignità  in Appello e sostenere il PM per il dolo?

Ma facciamo parlare i numeri.

Premesso che la sentenza di primo grado Solvay/Montedison di Spinetta Marengo è una delle troppe (cfr. “Ambiente Delitto Perfetto”, Barbara Tartaglione – Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia, pagg. 518) per le quali avvelenare e uccidere per decenni non è consapevole “dolo” bensì incosciente “colpa”, anzi per i principali imputati “il fatto non sussiste”,

premesso  che la sentenza ha fatto crollare il capo di imputazione : il capo di imputazione “art. 439 Avvelenamento” e con omessa bonifica  è stato derubricato ad “art. 449 Disastro” e senza omessa bonifica, da “doloso” a “colposo, da “18 anni” a “2 anni a 6 mesi” di reclusione per 4 imputati minori, oltre addirittura a 3 assoluzioni per gli imputati principali “perchè il fatto non sussiste”, e 1 prescritto, (con tutto quel che ne consegue in termini di prescrizioni e risarcimenti);

premesso che si può discutere su quale articolo applicare del Codice Penale, ma non sul “dolo”: dopo 40 anni di mie denunce giornalistiche, tante e tali da farne libri (come è avvenuto), gli unici che per 40 anni erano ignari dell’avvelenamento erano proprio gli inquinatori? è ammissibile per loro sentenziare inconsapevolezza e “colpa”?

premesso che per la bonifica il Ministero per l’Ambiente aveva chiesto 100.000.000 di euro di provvisionale, in attesa di quantificare tutti i danni ambientali  e sanitari;

facciamo parlare i numeri anche per i risarcimenti riconosciuti e non dalla Sentenza in Corte di Assise di Alessandria:

Euro zero per la bonifica. Tutti assolti dal reato di omessa bonifica. Le analisi Arpa 2017 dei 21 veleni tossici e cancerogeni  in falda confermano in toto quelle inizio processo del 2008.

Euro 10.000  ad alcune (6 tra cui il sottoscritto su 15) delle nostre persone parti civili  morte o ammalate.

Euro 14.850  a Medicina democratica, per la rifusione delle spese di costituzione, assistenza e rappresentanza sostenute oltre a spese forfettario del 15%, Iva e CPA sulle somme di legge. (In totale  25mila?)

Euro  27.836 all’avv. Laura Mara, per la rifusione delle spese di costituzione, assistenza e rappresentanza sostenute, oltre a spese forfettario del 15%, Iva e CPA sulle somme di legge in rappresentanza di 6 parti civili costituite.

Tutti i risarcimenti sono senza provvisionali esecutive.

Dunque. Facciamo i debiti confronti  fra  i risarcimenti a Medicina democratica e Avvocato , e i risarcimenti alle persone parti civili. C’è proporzione? Chi ha guadagnato dalla sentenza? Per leucemia decesso  tumore Mara aveva chiesto cadauno da 400.000 a 978.450 euro. Complessivamente per le 15 persone offese aveva chiesto  2.848.450 euro, oltre interessi e rivalutazione monetaria del dovuto a saldo effettivo. Sono stati riconosciuti 60.000 euro (6 vittime a 10mila euro, 9 neppure un euro). Lo “squilibrio” è abnorme.

Invece secondo Laura Mara: “Per quanto riguarda le statuizioni civili, la sentenza contiene criteri equilibrati”. Equilibrati!? “Credo fermamente che non si debba tanto andare a guardare l’importo rifuso ai singoli, quanto piuttosto il principio di diritto che viene sancito con una pronuncia”. Non siamo venali, suvvia, pretendere 978.450 euro per un morto professionale di tumore, quando basta il principio.

La sentenza a favore di Solvay è del 14 dicembre 2015. Il 24 giugno 2016, malgrado la netta posizione della Sezione sulla “vergognosa sentenza”, nella  succitata   mail ricevuta da Laura Mara leggo con sconcerto:  “Non è quindi mia intenzione impugnare la decisione, ma partecipare al futuro giudizio d’Appello con deposito di memorie e conclusioni, nelle quali chiederò la conferma della sentenza di primo grado, riportandoci alle difese svolte avanti la Corte d’Assise, con particolare riferimento alla Consulenza Tecnica resa”; “…Nel caso Tu volessi appellare la sentenza con altro difensore…”. (Infatti ho revocato il mandato a Laura Mara).

Attenzione. In una seconda mail, Laura Mara mi ha dettagliato le motivazioni per le quali la Corte di Assise avrebbe ragione nella sua sentenza assolutoria (complessivi  10 anni di reclusione per disastro innominato colposo)   mentre il Pubblico Ministero avrebbe invece torto nel suo capo di imputazione (complessivi 127 anni e 7 mesi di reclusione per avvelenamento doloso). Motivazioni che, assieme al PM, ritengo inammissibili nella giurisprudenza di un avvocato dedito alla difesa delle parti offese.  Ometto di dare alle stesse pubblicità, augurandomi che in Appello Mara si astenga dal ripeterle perché sarebbero devastanti per il ricorso del PM e l’esito dell’Appello. Tanto più che può ravvedersi alla luce della sentenza di condanna  della Corte di Appello dell’Aquila per il processo gemello di Bussi. Restituisca dignità a Medicina democratica: all’Appello di Torino gridi a gran voce: “E’ dolo!”.

Medicina democratica si rivolge ai tribunali per tutelare le vittime? Oppure per far cassa per sé e l’avvocato? Delle due, l’una. Ebbene, se il tribunale penale nel giudizio esclude i danni fisici (tumori e leucemie), Medicina democratica si rivolga al tribunale civile! Se la mission è tutelare le vittime…

Per concludere sulla genetica di Medicina democratica. E’ immorale che un tribunale insulti le vittime malate e morte per tumore tramite 10mila euro e dia il sostanzioso contentino a Enti e Associazioni e Avvocati che non sono state vittime di niente, anzi. Piuttosto che ricevere risarcimenti, gli Enti locali con Asl e Arpa dovevano essere condannati per concorso in avvelenamento doloso, ovvero per concussione. Dovevano forse essere risarcite le Associazioni ambientaliste che ogni volta si avventano come avvoltoi su tutti i processi? A parte Medicina democratica (cioè per mezzo secolo Lino Balza, sulla propria pelle), le Associazioni ambientaliste non hanno mai mosso un pelo né prima nè durante il processo. Invece a tutte queste combriccole (e ai loro avvocati, per non dire gli avvocati degli imputati, tutti insomma dediti alle proprie parcelle) il Tribunale, per tenersele buone, affinchè  chiedano in Appello la conferma della sentenza di primo grado, le ha coinvolte con sproporzionati risarcimenti che a Solvay non fanno finanziariamente neppure il solletico avendo evitato  una condanna con reclusione e pagamento danni umani ed ecologici. E’ immorale questo sistema giudiziario.

E’ immorale che Medicina democratica, nata come Movimento di lotta per la salute peraltro fondato sul  principio della  prevenzione primaria, partecipi a questo sistema per fare cassa (vedi Bilancio). Mi sono sentito colpito a morte quando ho letto: “Chiederò la conferma della sentenza di primo grado… non si deve tanto andare a guardare l’importo rifuso ai singoli”.

Quanto meno, se proprio Medicina democratica intende inserirsi nei processi penali ambientali (nei quali – siamo franchi- è comunque pressoché ininfluente: si legga il diario delle 52 udienze su Ambiente Delitto Perfetto per averne una idea), invece di fare cassa quanto meno destini i risarcimenti alle Vittime, in nome delle quali afferma di partecipare ai processi. Viva cioè tramite le sottoscrizioni dei Soci, se ci riesce, altrimenti chiuda. Onori la memoria di Giulio Maccacaro.

Lino Balza

RETE AMBIENTALISTA

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