di Federica Ghisolfi, Novi Ligure

Rosset:”Bomber e capitano di razza”

1)Descrivimi la tua carriera calcistica

Ho fatto 10 anni, nel settore giovanile della Sampdoria, dai Pulcini alla Primavera, poi sono andato in C1 alla Fermana, poi Cuneo in Serie D, Bellinzona Serie B Svizzera. Poi un po’ di anni nel bresciano, tra Eccellenza e Serie D (Chiari, Darfo Boario, Rodengo Saiano, Suzzara), intervallati da un anno in Piemonte ad Acqui, poi un anno a Carpi. Dopo Carpi, sono tornato in Piemonte, all’Acquanera. E l’anno dopo Castellazzo fino ad adesso, intervallati con sei mesi a Vado, in Liguria.

2)Com’è Rosset fuori dal campo da gioco?

Rosset fuori dal campo da gioco, è un po’ come in campo, un po’ lunatico, mi piace divertirmi, e uscire, avendo avuto la fortuna di fare solo il “calciatore”, fino a pochi anni fa mi ha permesso di divertirmi e conoscere tanta gente. Ora ho aperto un bar qui da me, e diciamo che lavorare è un po’ più dura.

3) Cosa significa per te giocare la domenica?

La partita della domenica, è il coronamento della settimana, degli allenamenti, ma anche della vita privata, per quanto mi riguarda. Le sensazioni che provi la domenica, giocando sono quelle che mancano di più, quando sei fuori per infortunio.

4) Qual è la partita che ricordi di più? E perché?

Essendo vecchio, ce ne sono tante, però diciamo che l’esordio in C contro la Sambenedettese, e la finale play-off con il Castellazzo, sono quelle che ricordo con maggiore piacere.

5) Hai fatto più di 100 gol, qual è che ricordi di più? E perché?

Al momento quello che ricordo di più, è l’ultimo che ho fatto, quello contro la Valenzana, che ci ha permesso di vincere lo scorso campionato di Eccellenza, ormai fine aprile dell’anno scorso, è passato un po’ di tempo.

6) Parlami dei vari mister che hai avuto

Mister ne ho avuti tanti, e ripensandoci da tutti, ho imparato qualcosa, e forse potevo imparare di più. Quando si è giovani non è facile essere umili, e pronti ad ascoltare.

7) Cosa ne pensi del vostro girone

Il nostro girone, è molto forte e molto stimolante, ci sono partite con squadre importanti, sapevamo che sarebbe stato difficile, ma secondo me stiamo facendo ancora meno, di quelle che erano realmente le nostre possibilità. Ora mantenere la categoria sembra quasi impossibile, ma comunque sia, bisogna portare alla fine il campionato con dignità, senza arrendersi.

8)Cosa ne pensi del calcio dilettantistico?

Penso che almeno nel calcio dilettantistico dovrebbe contare più la passione, che i soldi, e non sempre è così. I valori delle società sane possono aiutare a crescere i giovani, con una identità e una educazione, sotto questo aspetto tanto di cappello, al Castellazzo.

9)Cosa significa per te giocare a Castellazzo?

Come ti dicevo prima, è una società con dei valori, e con gente seria. Credo che questo sia il modo giusto, di fare calcio, a livello dilettantistico, e sono onorato, di essere capitano di questa squadra e società.

10) Sei rientrato dopo nove mesi di inattività, cosa hai provato?

Sono stati nove mesi lunghi, perché dopo la prima operazione, e tutta la fisioterapia, stavo per tornare e ho avuto un altro brutto infortunio, quindi ho dovuto ricominciare tutto daccapo. Diciamo che mentre ero fuori, e soffrivo per la squadra, guardando le partite speravo, in un rientro migliore, in una situazione di classifica un po’ più serena. Ora è un momento difficile, per la squadra e quindi non riesco a godermi appieno il ritorno in campo. Domenica ho fatto quasi un tempo, e mi sento bene, spero di continuare così e mettere minuti, per recuperare la condizione migliore, riuscire a giocare ancora qualche anno a buon livello, non ho ancora voglia di smettere.

11)Com’è il tuo rapporto con mister Merlo?

Con mister Merlo, ho un ottimo rapporto, penso sia un allenatore molto preparato, e l’anno scorso ci siamo tolti una bella soddisfazione, vincendo insieme il campionato. Ovvio che quest’anno, tutto è più difficile, con i risultati che non arrivano, ma in questi casi le colpe sono da dividere tra tutti.

12) Com’è il tuo rapporto con il presidente Curino?

Anche con Curino ovviamente ho un buon rapporto, lui ha sempre parole molto belle per me (anche troppe), e la cosa mi fa piacere perché vuol dire che in questi anni, qualcosa di buono ho fatto, sia a livello calcistico, ma anche a livello umano credo. Io ho grande stima di lui , e del resto dalla società, perché penso siano persone serie ed oneste.