Nel gennaio 2018 Liliana Segre  è  diventata senatrice a vita , nominata dal Presidente Mattarella, a pochi giorni dalla Giornata della memoria e a 80 anni dalle leggi razziali, di cui la Segre fu vittima all’età  di 8 anni.

Liliana Segre ha raccontato la sua testimonianza biografica al giornalista Enrico Mentana, che ne ha ricavato il libro “La memoria rende liberi “, edito da Rizzoli nel 2015 e ora alla terza edizione,  di  Best BUR.

Va specificato che i proventi dei diritti d’autore della Segre vengono devoluti  alla Onlus Opera Pia San Francesco  per i poveri.

Nata a Milano nel 1930 in una famiglia  ebrea,  Liliana ha 8 anni quando,  nel 1938, le leggi razziali fasciste  si abbattono su di  lei e la sua famiglia. Discriminata come alunna di razza ebraica,  viene espulsa da scuola e diventa così  “invisibile ” agli occhi delle amiche,  è  costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero,  che aprirà  a lei e a suo padre i cancelli di Auschwitz. Dal lager tornerà  sola,   tredicenne, ragazzina orfana tra le macerie di un Paese  appena uscito dalla guerra.

Enrico Mentana ripercorre con lei la sua infanzia,  il legame con l’adorato  papà  Alberto, le persecuzioni  razziali , il lager, la vita libera, il contrastato  rapporto con l’identità  ebraica, la depressione e la gioia  ritrovata grazie al marito Alfredo e ai tre figli.

Un libro crudo e commovente,  che racconta uno dei periodi più tragici del ‘900, e invita a non chiudere gli occhi davanti agli orrori di ieri e di oggi.

Dal 1990 racconta la sua esperienza da sopravvissuta  e  ha ricevuto  vari riconoscimenti  per il suo impegno di testimone , fino a quello conferito  dal presidente  Mattarella.