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L’azzurro straordinario piazza uno dei tempi migliori e approfitta del crollo dell’atteso Kramer nella sua batteria e chiude dietro al canadese Bloemen e all’olandese Bergsma

Un folletto sui pattini, un folletto di bronzo! Signore e signori, Nicola Tumolero, un nome e un cognome che solo gli addetti ai lavori e pochi altri conoscevano. Ma sul quale gli stessi erano pronti a scommettere. E lui non ha tradito, dipingendo un 10.000 da sballo. Terzo dietro il canadese Ted-Jan Bloemen, (12’39″77, record olimpico), primatista del mondo sulla distanza, e l’olandese Jorrit Bergsma (12’41″98). Da non credere. Adesso così Roana, paese dell’Altopiano di Asiago con circa 800 abitanti (il Comune ne conta circa 4000), ha due medagliati a cinque cerchi in pista lunga: dopo Enrico Fabris, l’uomo dei Giochi di Torino 2006, il 23enne poliziotto che abita a non più di 800 metri da casa dell’olimpionico. Sembra una favola, è una splendida realtà.

DA BRIVIDI — Nicola, uscito deluso dai 5000 di sabato, specialità delle quale è campione europeo, con un ottavo posto figlio dell’emozione dell’esordio, si riscatta con gli interessi. Nella penultima di sei batterie, opposto proprio a Bloemen, che presto si invola, si muove con grande acume. Rispetto a molti colleghi, dall’alto del suo metro e 70, è piccolino. Ha una pattinata leggera, sul ghiaccio si muove come una piuma. Ma scivola che è una meraviglia. I passaggi al giro sono costanti. Pare accusare un leggero calo tra il secondo e il terzo chilometro, ma evidentemente è solo prudenza. Poi viaggia costantemente in terza posizione e il finale è d’autore. Sono 25 giri da urlo. Chiude in un sontuoso 12’54″32, sbriciolando il personale di oltre sette secondi e rimanendo a 69/100 dal primato italiano di Davide Ghiotto, in quest’occasione, convalescente da un’infiammazione a una caviglia, non oltre il 12° posto (13’27″09). E’ terzo, ma c’è ancora un’ultima batteria.

KRAMER IN TILT — E nell’ultima batteria c’è il cannibale Sven Kramer, l’olandese già oro nei 5000, che con la distanza doppia ha un conto aperto. Si dice – lo dicono i fatti – che quando in pista c’è lui, si corra per il secondo posto. E invece Sven, anche stavolta, è irriconoscibile. E’ in ritardo e man mano il gap si allarga. Naufraga a un impronosticabile sesto posto (13’01″02), col tedesco Becker, al suo fianco, settimo. Prima di lui anche il sudcoreano Lee Seung-Hoon (12’55″54) e l’altro canadese Jordan Belchos (12’59″51). “Mi pare impossibile sia successo – dice euforico Tumolero – con Kramer dopo di me, pensavo al 4° posto. E invece… Roana? Venite a trovarci e scoprirete che non ci sono segreti, se non l’aria buona e gente simpatica. Questo risultato è per la mia famiglia e per mia nonna Margherita in particolare”.

http://www.gazzetta.it/Olimpiadi/ghiaccio/15-02-2018/pyeongchang-pista-lunga-tumolero-non-sogno-arriva-bronzo-10000-250298917405.shtml