Racconti Ondivaghi che alla fine parlano sempre d'Amore

Silenzio. Un sommesso “ahi”. Di nuovo silenzio.
Il momento è surreale. Aspetti una voce fuori campo a dirti che è tutto uno scherzo.
Ma quella voce non arriva e quel silenzio lo devi riempire tu.
Un sorriso.
Dal dolore nasce un sorriso. Un sorriso doloroso.
Anche se un sorriso è un qualcosa di positivo, ma quello no. Quello fa male. E’ il frutto di una coltellata improvvisa allo stomaco in mezzo ad una folla festante.
Eppure devi continuare a far parte della festa anche tu. Senza preavviso, una legge non scritta dice che da quell’instante devi recitare una parte e tu lo fai.
Un momento prima eri te stessa, con la tua tranquillità riconquistata e i vari impegni del tuo nuovo mondo, mentre il secondo successivo, dopo una o forse due parole o magari anche tre, una breve frase che dura meno di dieci secondi, ti stravolge la tua tranquillità…

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