marcellocomitini

Ida Chessa Milano 11022025rit Ida Chessa, Milano, 2015

Oh, la notte che invade strade e piazze
lacerata dai rami dorati dei fanali
sopra la quiete delle auto in sosta
ordinate in quell’unica lunga ombra
del loro starsene in fila sull’asfalto.
Dai palazzi s’illuminano gli occhi
teneri e caldi d’infinita stanchezza
e dai vetri traspaiono le ombre
che posano sui piatti il vapore rosa
delle pietanze
Parlano del giorno che si è appena concluso
fingono un’ironia che maschera tristezza.
Traspaiono dai vetri anche le speranze
degli uomini che sfiorano la fronte
serena dei bambini, quelle delle mani
che sui cuscini toccano
il tepore di labbra umide d’azzurro.
Nel fiatare muto i corpi che si cercano
allontanano la fredda angoscia del tempo,
trattengono nel buio la luce degli sguardi
come farfalle nel cielo del tramonto.

Da una finestra spalancata in alto
sulla facciata oscura del palazzo
una musica vibra, si diffonde
nelle strade deserte, attende muta

View original post 57 altre parole