Diario di una Zingara

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Mi è sempre piaciuto andare al bar.

Non sono una di quelle che si puntella al bancone passando dall’aperitivo al digestivo permettendo ad un’altra giornata di passare lenta e inutile, sia chiaro.

Però mi piace entrare, guardarmi intorno ed ordinare il mio caffè.

E’ il mio momento di pausa, dove quei pochi minuti scorrono silenziosi e a rilento.

Il cucchiaino non serve, lo preferisco amaro.

Mi guardo intorno e riconosco il genere di clientela che, nonostante gli anni, non cambia mai.

Quello che entra di corsa e ordina un caffè veloce, senza salutare. Appoggia la moneta vicino alla tazzina e se ne va, senza salutare.

La ragazza incinta seduta al tavolo che si gode le sue ultime colazioni con una tranquillità solitaria. Mangia un toast ed una brioche, accompagnati da un succo, forse ha appena fatto i prelievi del sangue.

L’anziano seduto all’ultimo tavolino in fondo al locale, con…

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