La testim lite-tra-ragazzini-ad-assisi-678x381

di Agostino Pietrasanta https://appuntialessandrini.wordpress.com

Succede che i nodi vengano al pettine. Così anche il presidente della Repubblica ha ritenuto di farne pubblica denuncia e ha definito incivili ed inaccettabili le aggressioni fatte agli insegnanti e al personale della scuola, anche all’interno dei locali scolastici. Cito le parole di Mattarella “…quando i genitori si permettono un atteggiamento di contrapposizione alla scuola vanno contro l’interesse dei propri figli, perchè solo la collaborazione, il dialogo, lo scambio di opinioni tra famiglia e scuola consentono a ciascun ragazzo e ragazza di esprimersi con pienezza”

Ovviamente sono parole condivisibili perché si vive con la spiacevole impressione di un fenomeno inquietante. Un allievo riporta una valutazione insufficiente; invece di chiedere al docente la correzione degli errori ed un aiuto ad evitarli, gli va a sbattere letteralmente sul naso il foglio della verifica.

Un alunno viene rimproverato per la scarsa attenzione e forse il disturbo indotto nel gruppo classe; il padre va a scuola e schiaffeggia il professore. Una bambina della scuola primaria risponde maleducatamente alla maestra e viene (giustamente!) richiamata; la mamma aggredisce verbalmente e per le vie di fatto la responsabile del richiamo e la manda al pronto soccorso. Un insegnante (maschile) invita un suo allievo ad uscire dall’aula nel periodo dell’intervallo, come da regolamento d’istituto; i familiari entrano nei locali scolastici, minacciano e picchiano senza scrupolo tanto da mandare il docente al pronto soccorso. E la litania continuerebbe, tanto che ormai riesce difficile sostenere che si tratta di episodi; siamo in presenza di un fenomeno generalizzato anche se (si spera) posto in essere da una minoranza: in ogni caso una minoranza assolutamente cospicua.

A fronte di tale constatazione ci poniamo una domanda cui si fanno seguire due osservazioni. Intanto la domanda: non sarebbe ora che l’amministrazione scolastica, il Ministero in prima battuta, ponesse mano ad un minimo di chiarezza? Che cosa sta succedendo? Ci sono degli ispettori ministeriali; perché non si fanno presenti per controlli adeguati sull’atmosfera che si respira nelle scuole, tanto più che rende molto perplessi il fatto che siano alcuni docenti offesi e letteralmente aggrediti, ad essere sottoposti a procedimento disciplinare. Come vanno le cose sul piano delle competenze disciplinari? come possono reggere dei dirigenti scolastici che sostengono o per titolarità o per reggenza anche tre o più istituti? come si vivono adeguate solidarietà all’interno del mondo della scuola? dove sono degenerate le testimonianze educative, ma anche di prestigio del mondo scolastico? Alle corte! Calma, gesso e adeguati chiarimenti di fronte ad un’atmosfera inquietante e ad una condizione evidentemente fragile.

Le due osservazioni. In fondo l’aggressione è un fenomeno che contraddistingue anche i comportamenti di chi dovrebbe essere in cima alla testimonianza. La propaganda (eufemismo) politica è classico “caso in fronte”. Il cittadino che assiste agli insulti più inverecondi da parte dei suoi delegati alla salvaguardia delle istituzioni e alla costruzione della città dell’uomo col “bene comune” finisce per imitare; ed i giovani seguono gli adulti.

C’è però un aspetto più devastante.Assistiamo, pressochè impotenti, agli esiti infausti della “civiltà dei consumi”; il successo del subito e tutto nega la formazione alla fatica attraverso la realizzazione del merito di tutti e di ciascuno.Si vuole tutto facile e si ritorna alla pratica del privilegio. Si dice, senza pudore che anche il lavoro si trova sempre più grazie alle conoscenze (io le chiamerei raccomandazioni) e con la responsabilità di tutti ci siamo omologati all’andazzo. Guai a perdere e se si ha torto, l’arroganza si rende pronta a giustificare tutto. Volevamo l’uguaglianza contro il merito individuale e ci siamo ridotti al privilegio in un contesto di disuguaglianze vergognose. E gli ultimi (gli insegnanti li abbiamo resi tali!) pagano per tutti.