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da: La Stampa

Oggi, domenica 4 marzo, fino alle 23.00 non avremo che i dati dell’affluenza. Sarà alta o bassa? E soprattutto come influenzerà l’esito del voto? Qualche idea i sondaggisti se la sono fatta, applicando modelli statistici e incrociando i dati con le votazioni del passato. Intanto il numero degli indecisi è ancora alto e tra questi si annidano milioni di possibili disertori del voto. Secondo le ultime analisi dell’Istituto Demopolis circa 15 milioni di italiani potrebbero non votare alle Politiche.

“Il numero più significativo di essi, 11 milioni – spiega Pietro Vento – è assolutamente determinato a non recarsi alle urne; 4 milioni di italiani fanno parte invece di quel segmento che l’analisi di Demopolis ha definito “astensione revocabile”: sono elettori che potrebbero ancora cambiare idea e recarsi alle urne domenica”. Dunque saranno quei 4 milioni di astenuti “revocabili” a far pendere la bilancia da una parte o dall’altra.

I sondaggi non si possono citare ma ce n’è uno che sta girando tra i partiti e le redazioni dei giornali. Gli scenari sono tre, appuntateveli. Con un’affluenza sotto il 65% sarebbe avvantaggiata la coalizione di centrosinistra e Liberi e Uguali avrebbe un risultato migliore. Al salire dell’affluenza tra il 68 e il 72% cresce soltanto il centrodestra, scendono centrosinistra, Leu e Cinque Stelle. Infine, ultimo scenario: affluenza sopra il 75%. In questo caso la coalizione Fi-Lega-Fdi arriva al suo massimo e così anche i grillini, mentre le forze di sinistra, Pd e alleati ma anche Leu, si ridimensionano.

E ora… buon voto a tutti!

Francesco Bei

Capo della Redazione Romana, La Stampa

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