Di mercoledì, di Anna Marchesini, recensione di Cristina Saracano

di Anna Marchesini

Recensione di Cristina Saracano

Ogni mercoledì  Else, donna un pò trascurata, si reca da una coppia di psicoterapeuti.

È rimasta legata a un ricordo passato e va aiutata con affetto.

Così come Zelda, un’altra paziente lì per compiacere il marito, in quanto troppo reale ed emotiva.

Molto diverse fisicamente, goffe, non belle esteticamente, ma sicuramente belle dentro, sembrano destinate a non avere alcun punto in comune, a parte l’appuntamento del mercoledì.

Invece, s’incontrano e, inaspettatamente, nasce un’amicizia, mentre la vita di un’altra donna, Maria, inquilina dello stesso stabile, finirà per sempre.

La drammatica storia di Maria mi lascia senza fiato per tutta la sua narrazione.

Un romanzo ricco di sensazioni, struggente, denso di emozioni che riempiono le pagine e s’insediano nell’anima del lettore.

Nel dramma delle vicissitudini umane, sono fondamentali il rapporto tra le persone, il non rimanere soli, l’avere almeno un po’ di vita sociale, per provare felicità.

La felicità va assaporata, vissuta, mai trascurata, perché incerti sono il suo tempo e il suo luogo.

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