Racconti Ondivaghi che alla fine parlano sempre d'Amore

Camminavo da sola, come sempre, tra le opere di un museo troppo grande.
Camminavo da sola, eppure in ottima compagnia, la mia. E la mia compagnia era fatta di tante altre compagnie che insieme componevano la mia persona: c’era la Curiosità, l’Indipendenza, il Coraggio; c’era la compagnia della Forza e anche di una leggera presenza, chiamata Insicurezza. Ad accompagnare i miei passi e gli occhi, dopo di loro, si sentiva anche un poco di quella compagnia tipica della signora Solitudine, che con un pizzico al braccio ha riportato la mia attenzione proprio su quel quadro.
Signora Solitudine, tra le mie compagnie, era in disparte e più distanziata: divisa in due, lei sorrideva e piangeva allo stesso tempo, nel vedere gli amanti ancora abbracciati.
Sorrideva insieme alla sua compagna Speranza, nel vederli così uniti, stretti, avvolti, avvinghiati in una massa unica, e piangeva insieme alla sua più fidata amica Malinconia, nel…

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