Oggi voglio parlarvi di due libri molto belli: LA STORIA DI REM e ECO scritti dalla poetessa LUCIA LANZA editi da Antologica Atelier Edizioni.

di Maura Mantellino

Li ho letti e mi hanno incantato: in essi possiamo trovare immagini come fotografie in un vecchio album. Nell’andamento ‘narrativo’, ritroviamo la distesa rappresentazione di paesaggi e di ambienti, di figure umane e di stati d’animo.  In alcuni ‘bonsai’ ho riscontrato la rappresentazione di un mondo passato, quasi una ‘stampa antica’ nella quale trovano posto sensazioni, emozioni, colori, rievocazioni, atteggiamenti e nostalgie.

Sia La Storia di Rem sia Eco sono due raccolte di poesie in forma ‘bonsai’. Come Nivea D’Arco ci spiega nella prefazione a La Storia di Rem, la forma “bonsai” è poesia di confine tra lirica e prosa e racconta qui, con accenti aromatici, una storia profonda al limite dell’astratto. E’ una storia d’amore, quella di REM, zona di confine tra la veglia e il sonno. Un’Amore soprannaturale e surreale, un Amore che viene dipinto dalla poetessa come un vero quadro o meglio, più quadri, ricchi di colore e profumo dalle molte citazioni di fiori e con la grazia di una danza. La forma priva di rima ci consente una lettura scorrevole ed allo stesso tempo sobria, leggiadra nel contenuto ma non leziosa. Come un poemetto è questa lunga poesia dalla quale possiamo isolare brani anche a se stanti. La storia di Rem ci porta lontano ed in profondità. 

Quindi come ci racconta la stessa Lucia Lanza in ECO: ‘ Può essere ritenuto Bonsai un racconto poetico breve. Se un romanzo è un albero, un bonsai è un piccolo albero. La forma letteraria in prosa può essere poetica. Se le poesie in rima sono palesi, la poesia ‘prosaica’ non lo è affatto… Da un bonsai si può estendere un romanzo intero, può essere un “incipit” o un estratto da un romanzo che sussiste anche a se stante. Un flash.’ 

Come ci spiega Giovanni Andrea Negrotti nella prefazione di ECO:

“Per apprezzare queste piccole opere bonsai occorre amare l’alterazione come istruzione positiva della forma altamente raffinata, la comprensione ad una percezione minimalista, intimista, dove il fattore principale è la rimozione del superfluo nelle funzioni importanti, la riduzione agli elementi essenziali; importante questo per guidare il fruitore in una crescita verso la simbologia e lo stile di Lucia Lanza. Attraverso questo stile l’autrice della raccolta “Eco”, ci porta in un mondo dove i generi di vita, animali e vegetali, gli ambienti, sono figure e forme che provengono dall’ immaginario, ma talmente realistici e penetranti da rimanere estasiati, trasportando nel lettore emozioni e sentimenti puri, soprattutto quando decanta le bellezze di boschi silenziosi o davanti ad un placido mare attingendone tranquillità d’animo. Nei suoi bonsai Lucia Lanza non abbisogna di divagare troppo nel suo processo comunicativo, quasi filosofico, dove la ricercatezza e l’essenzialità divengono via, via, una sorta di meditazione Zen, rispettando equilibrio e funzionalità poetica, esprimendo nel lettore energia, evocando sensazioni di forza, di maturità e principalmente

pace e serenità.” 

Buona lettura! 

Da LA  STORIA DI REM 

La storia è fatta di ricordi incantevoli, 

 piccole felicità che danno luce 

alla vita inafferrabile 

e sempre nascente, a filo di acque turchesi.

Espressione del  dettaglio 

che fa tutta la differenza

di uno scoglio a pendio esposto. 

Il tocco finale ma essenziale, 

definisce ogni particolare detto o non detto.

La nota marina affiora ora 

e resta sempre presente,

 a firma di REM,

 a dare memoria, 

si sviluppa in un accordo rosato 

per liberare un fondo  sul mare deposto,

molto caldo di note orientali  

e campane tibetane sonanti.

Dolce armonia delicata di fiori bianchi, 

dalla freschezza cremosa di Neroli, 

Amaryllis bianco in foglia, 

come un fiore sudafricano 

mai usato prima d’ora 

che s’apre con un’esplosione  fresca e luminosa 

tra le foglie ed il fiore di Papaia.

Si trasforma un bouquet fiorito nel cuore 

in  note acquose di  bianca Ninfea,

si mescolano delicatamente gli aromi.

Custodito e racchiuso il segreto

in bottiglia di spesso vetro trasparente, 

dai profili curvi e con un fondo solido

ricorda le ampolle di una volta.

Attraverso il vetro 

spicca il verde chiaro e luminoso, 

fresco mattino rugiadoso

come le foglie di Neroli ancora:

è un prezioso fiore di marzapane. 

È’ un bocciolo ideale, 

questo sentimento unico 

come i petali disposti  teneramente in cerchio

di un color bianco latte naturale, 

del fiore in una rosa tenue, estremamente tenue.

http://www.lulu.com/shop/lucia-lanza/la-storia-di-rem/paperback/product-22225877.html

Da ECO

Bonsai delle paillettes

Lunghi abiti di paillettes e ancor più quelli 

ricamati con perline indiane, pesantissimi: mi 

lasciavo sedurre dalle volute dei ricami, dal 

lusso della quantità e venivo rapita da quei 

vortici.

Abiti confezionati a mano, sartoriali, imitavano 

e superavano le grandi case di moda, indossati 

da una Nobil donna alta come una mannequin.

Il segno della distanza e della differenza di casta.

Con gli occhi nuovi di una bambina miope, 

pronti ad accogliere gli stimoli della vita che

andava a incominciare, registravo nel luogo 

della memoria dei profumi, del gusto, del senso

estetico, ciò che mi circondava e ancora non lo

confrontavo, non ne avevo coscienza: filmavo.

Si snodava davanti e intorno a me la trama 

di due commedie che avviavano il film della vita. 

Unica 

In gerundio (esprimendo)

Ozono mi ossigena i passi che scalza porto sul 

viale senza cicale e grilli oggi: gravido il cielo 

come un mare sospeso presagio di brezza estiva 

a lenire le spalle tinte di viola rovente.

Ecco l’anima s’accompagna alla musa mio 

angelo al fianco, mi prende per mano, sussurra … 

Svegliati goccia di mare!

Svegliati fiore di lago! Svegliati cuore di donna! 

… e la piuma si posa sul foglio scrivendo intinta 

di lacrima e sale, sangue di taglio, respiro cremisi, 

fondale sommerso d’emozioni rimosso 

e rimbalza parola su morbidi tasti, giocando, 

ballando, in gerundio esprimendo tracce 

d’affreschi di abazie medievali scenari umbri, 

vestendo il saio consunto …

Cantico. 

Un centesimo

Ed era la sua ala quel soffio che percepiva.

L’angelo le stava accanto noncurante del tempo 

che passava e senza pretesa di farsi percepire 

la indirizzava come meglio sapeva. Fu solo 

quando cadde un centesimo sul pavimento che

se ne accorse, meglio dire che ebbe l’intuizione 

o il sospetto che fosse accanto a lei la sua presenza.

Il condizionatore ruggiva come un motore 

del barone rosso e riempiva il silenzio 

accompagnando il ticchettare della tastiera 

sotto le sue dita.

Scriveva e pensava al da farsi per muoversi 

senza danno, per dire, senza ferire.

Non era facile: molti i fraintendimenti 

e gli attaccabrighe. Ma non voleva tacere, non più. 

La sua voce reclamava l’ascolto e si accorgeva 

di quanto fosse infida la palude delle relazioni interpersonali.

Soffiò: dietro le cose migliori si nascondono 

le cose peggiori… era vero, ma in quel caso, 

un groviglio di intenti sporcava una realtà che lei 

sentiva e di cui aveva vissuto, in parte, 

la necessità.

Soffiò ancora, come una carezza: davanti a lei 

ritornava l’immagine del suo bambino, gli occhi 

spalancati, serio.

http://www.lulu.com/shop/lucia-lanza/eco/paperback/product-22107056.html