Racconti Ondivaghi che alla fine parlano sempre d'Amore

Cammino, cammino.
Dove vado? Non lo so.
Ho una direzione che sfugge,
una rotta che si modifica ad ogni secondo
e pensieri contrastanti.
Corro corro, aspetta che mi fermo.
Vedo una luce e la seguo
e lei mi conduce verso il buio:
accidenti alla fiducia.
Dal buio alla penombra,
e il viaggio si fa più stancante.
Dalla valigia sembra essere andata via, quasi del tutto, la speranza
e intanto gli anni si sommano.
Mi sembra di girare intorno,
di perdere il ritmo,
di strisciare assetata di incognite.
Poi lo ritrovo, eccolo di nuovo un qualche ritmo nel mio modo di camminare,
anche se non ho idea di cosa io stia parlando.
Eppure sento che una regola in tutto questo viaggio ci sia.
Una cadenza che scandisce i momenti belli da quelli dolorosi,
una mano invisibile che mi conduce tra le vie affollate del caos.
E lo vedo davanti a me:
un…

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