ll primo book trailer di Satan’s Womb/L’Utero di Satana con un piccolo estratto dal romanzo…

https://www.youtube.com/watch?v=QMnF53xa780
La mia segretaria, Billie Baxter, mi annunciò che quattro uomini chiedevano insistentemente di me. Guardai sul videofono con seria apprensione. Quegli sconosciuti potevano sembrare persone distinte. Vestivano abiti eleganti, costosi, e impugnavano tutti una valigetta ventiquattrore un po’ più grande di qualsiasi modello avessi mai visto sino allora. Cercai di evitare di incontrarli. Addussi improrogabili impegni di lavoro.
Il viso di Billie si fece scuro. La sua voce, drammaticamente, cambiò. Annunciò che stavano già salendo con l’ascensore e che non era riuscita a trattenerli. Mi stava chiedendo chi fossero. Come se avessi potuto saperlo, in qualche modo. Mi alzai dalla poltrona e chiamai Jeff. Gli chiesi di occuparsene perché dovevo assolutamente assentarmi per un po’. Non era molto elegante ma ero spaventato a morte. Feci appena in tempo ad arrivare alla porta che i quattro uomini entrarono. Mi sentivo come paralizzato. La paura mi stava bloccando. Gli sconosciuti si accomodarono senza dire una parola, non prima però di avere posato le proprie pesanti valigette sulla mia scrivania.


«Chi siete?» Domandai. «Se state cercando soldi… »
Speravo di essere vittima di delinquenti comuni. Uno dei quattro, il più anziano, m’interruppe.
«Non siamo in cerca di denaro. Anzi, siamo qui per proporle un affare. Sì, un contratto.» disse usando falsa cortesia e una buona dose di sarcasmo.
«Quale contratto?» ribattei confuso. Quegli uomini sembravano ben sicuri del fatto loro. Perché, dunque, parlavano usando questi enigmi?
«Lei dimentica ciò che ha scoperto sul nostro conto e noi ci limiteremo a metterle fuori uso il sistema informatico… per qualche giorno. Naturalmente, il suo sacrificio le varrà qualcosa in cambio, il cui utilizzo avverrà come meglio penserà di disporre.»
Se ci si atteneva alle sole parole che quell’individuo aveva proferito, quella poteva anche essere scambiata per una normale transazione commerciale. Invece, stavo lottando con tutte le mie forze per non tremare come una foglia e avevo ogni nervo del mio corpo che era sul punto di esplodere.
«Chi siete? Farfugliai quasi senza accorgermene.»
«Amici. È tutto quello che dovrà sapere.» rispose l’uomo, con impeto e decisione.
Cercai di riprendere coraggio. Mi avvicinai alla mia scrivania. Il più vecchio dei quattro aprì una prima valigetta e me la spalancò davanti agli occhi. Portai immediatamente le mani sulla bocca per cercare di non vomitare. Vidi con orrore che dentro di essa era stata infilata la testa di Janine. Gli altri tre uomini si alzarono dalle sedie e fecero altrettanto con le proprie valigette. Mi sedetti sulla poltrona, ormai privo di forze. Vidi altre parti del corpo di quella che, fino a qualche giorno prima, era stata la mia fidanzata. Il fetore che iniziava a respirarsi nella stanza era nauseante.
«Le espongo i termini del nostro accordo. Lei ci dà l’opportunità di… cancellare i dati sensibili che ci riguardano e noi le restituiremo la sua ragazza. Dovrà solo infilare questo dischetto nel suo computer e un programma si occuperà di tutto. Allora siamo d’accordo?» domandò con fermezza l’individuo, il quale si era seduto comodamente sulla poltrona in pelle destinata agli ospiti, vicino alla mia scrivania.
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