Le cose mi dicono
che mia madre e mio padre sono morti.
Non so cosa sono diventati adesso.
Non rimangono che stanze affollate.
Le cose, le cose stanno zitte sui mobili,
sui muri.
Le cose si sono arrese.
Eccole,
in una processione di insoluti:
la tazzina sbeccata,
la palla di neve del santuario
con l’impronta del dito di mia madre.
Ed eccoli i miei occhi
fattisi nel frattempo,
anch’essi cose.